CHI SIAMO
bandiera Regno Unito ABOUT US
bandiera Francia QUI SOMMES-NOUS
bandiera Germania WIR ÜBER UNS
  INTRODUZIONE
  NOTIZIARIO
  SPECIMEN
  PUBBLICAZIONI
  APPROFONDIMENTI
  COMUNICATI STAMPA
  APPUNTAMENTI
  LINK UTILI
  MAPPA DEL SITO

ultimo aggiornamento:
18 marzo 2014

Cerca nel sito:


 



IL PERCHÉ DEL NOSTRO SUCCESSO

L'AICAM ha più di 30 anni vita, non è associata alla Federazione fra le Società Filateliche Italiane (la meccanofilia non è compresa fra la specializzazioni filateliche previste dalla FIP), non è nel giro della filatelia ufficiale e quindi non ha una grande visibilità. Eppure, per numero di Soci, è la terza per importanza fra le Associazioni Filateliche nazionali. Una delle ragioni la fornisce Fabio Bonacina riferendo un suo colloquio con il Segretario dell'AICAM, Manlio De Min, in un suo servizio su Internet in occasione della annuale esposizione nazionale svoltasi a Lodi nel 2013.

"All'interno del settore filatelico l'AICAM rappresenta una realtà di nicchia. Non esiste un mercato vero e proprio in quanto il valore economico del materiale è, in genere, assai limitato, addirittura "zero" per il materiale moderno ed attuale, tanto che in tutti gli incontri dell'AICAM è in programma una "riunione di scambi", nella quale ognuno porta del materiale che viene messo a libera disposizione di tutti ed ognuno può liberamente prelevare quello che vuole dal materiale recato dai Consoci. Se qualcuno trova un'affrancatura riguardante il calcio, e sa che sto lavorando su quell'argomento, me la tiene da parte, ed io faccio lo stesso per gli altri." Parole di Manlio De Min. "È partendo da questa base che si è generato un rapporto concatenato di collaborazione e di amicizia che fa dell'AICAM una associazione unica per quanto riguarda lo spirito societario."

È sintomatico il fatto che quando un Socio, che non è mai stato presente prima ad un nostro incontro, ha occasione di stare con noi per la prima volta, ci ritorna, rimpiangendo di non averlo mai fatto prima. E questo spiega il perché dell'elevato numero di Soci presenti ad ogni nostro incontro, anche se non vi è esposizione a concorso o convegno commerciale.

Anche le Gentili Signore, da anni, si sono ritagliate un loro spazio: si è formato un affiatato gruppo - da noi scherzosamente chiamato delle "AICAM GIRLS" - che durante i nostri incontri si gestisce in maniera autonoma, mentre è presente in maniera compatta quando ci si ritrova a tavola o nei diversivi extra-filatelici che non mancano mai nei nostri programmi.

Marzo 2014


 

L'ANNO DELL'ERA FASCISTA SULLE AFFRANCATURE MECCANICHE

Sull'argomento è stato pubblicato un dettagliato articolo di Nino Barberis sul n. 84, marzo 2010, de "La voce del CIFR". Lo riprendiamo per riassumerne gli aspetti essenziali, dato che questo dettaglio costituisce un importante comparto di ricerca per tutti i cultori della meccanofilia classica italiana.

Stranamente, mentre negli annulli postali l'introduzione dell'anno dell'era fascista ha inizio poco dopo la metà degli anni '20, per le affrancature meccaniche, nate nel 1927, l'introduzione è avvenuta assai più tardi. Sarebbe bastato un semplice articolo nelle istruzioni sul funzionamento di questo servizio (redatte nel 1926) per partire col piede giusto fin dall'inizio: invece si è dovuto aspettare ben dieci anni, una enormità, considerati i galoppanti sforzi per "fascistizzare" tutta la vita nazionale.

Le prime rosse con l'indicazione dell'anno "E.F." subito dopo la data gregoriana sono della primavera del 1937. Per tutto quell'anno sono state pochissime le macchine così attrezzate; furono una minoranza nel 1938, la maggioranza nel 1939 mentre nel 1940 si può dire che la procedura era ormai generalizzata.

anno EF 2 anno EF 3

Si contano sulle dita di una mano le macchine che sono sfuggite alla fascistizzazione della data: una di queste apparteneva al "Corriere della Sera", che riuscì a superare indenne tutto il periodo bellico.

anno EF 4

L'interesse sull'argomento è dato dallo studio dell'atteggiamento assunto dagli utenti dopo il 25 luglio del 1943, rispondente alla più assoluta anarchia e indipendente dalla eliminazione dei fascetti nel punzone di stato (la così detta "scalpellatura"). Mentre quest'ultima era una manomissione abusiva e non autorizzata di una parte fissa della macchina, che non avrebbe dovuto essere accessibile ai singoli utenti, la soppressione dell'anno dell'E.F. veniva fatta con il semplice posizionamento nella zona neutra dei terminali del rocchetto datario. Ci fu quindi chi, emotivamente, soppresse subito la data E.F., salvo poi ripristinarla d'urgenza quando, al nord, subentrarono i "nuovi" fascisti, assai meno comprensivi di quelli di prima.

Si andò avanti così fino alla fine della guerra, con le soluzioni più estemporanee; ci sono anche vari casi nei quali l'indicazione dell'anno E.F. continuò anche dopo il termine delle ostilità.

Una parte curiosa della ricerca sta nella individuazione degli errori. Non pochi operatori dimenticavano che l'anno E.F. cominciava il 28 ottobre e non il 1 gennaio e quindi andavano avanti, a volte anche per lunghi periodi, con la data errata. È significativo che mentre le Poste bloccavano l'inoltro delle affrancature con la data gregoriana errata, richiedendo una correzione, non hanno mai dato importanza al fatto che l'anno E.F. fosse corretto o meno.

La ricerca degli errori nell'anno E.F. e delle anomalie nel suo utilizzo costituisce uno degli aspetti dell'approfondimento postale del periodo, già di per sé interessante per la relativa scarsezza di materiale oggi disponibile. Il numero dei collezionisti di rosse, all'epoca, doveva essere estremamente limitato e la quasi totalità del materiale affrancato meccanicamente è andato distrutto, in quanto i filatelisti si sono sempre preoccupati di salvare solo quanto era affrancato con francobolli.


ELICOTTERI

Gli elicotteri scarseggiano sulle nostre rosse, ma tra quelle straniere c'è ancora la possibilità di trovare dei pezzi interessanti.

elicotteri 2

 
elicotteri 3 elicotteri 4

Sulle tre A.M. francesi si vede un EC 665 "Tigre" in due diverse versioni, un SA 330 "Puma" e un SA 341 "Gazelle". Sulla A.M. svizzera della REGA (la Guardia Aerea Svizzera di Soccorso) è mostrato un "Eurocopter" EC 145. Infine, lo stemma del 3 Reggimento francese elicotteri da combattimento.

elicotteri 5 elicotteri 6

AFFRANCATURE MECCANICHE COMUNALI

Infinite volte abbiamo lamentato l'utilizzo assolutamente inefficace che i Comuni italiani fanno della loro affrancatrice meccanica. Nel novanta per cento dei casi ci si limita a mostrare lo stemma del comune, che per le sue ridotte dimensioni è quasi sempre di impossibile interpretazione, che comunque è assolutamente inutile ai fini promozionali.

Mostriamo a caso un esempio francese, dove risulta evidente l'obiettivo di utilizzare il soggetto dell'impronta per valorizzare il Comune, evidenziando le sue attrattive e tutto quello che può attrarre l'attenzione di chi la osserva.

comuni 1

Le nostre rosse comunali, quindi, finiscono per essere monotone ed insignificanti anche dal punto di vista collezionistico, a meno che non ci si prenda la briga di andare a studiare l'origine ed il significato dello stemma.

Tutt'altro interesse, anche dal solo punto di vista collezionistico , hanno le affrancature meccaniche comunali olandesi, assai più descrittive e comprensibili - anche quando viene mostrato solo lo stemma, al punto che l'Associazione nazionale dei collezionisti di A.M. si occupa solo delle AFFRANCATURE MECCANICHE COMUNALI.

Ne mostriamo tre delle più semplici, che tuttavia mostrano in chiaro il loro significato e non si trincerano dietro incomprensibili simboli araldici.

La prima, di SWALMEN, mostra l'effige di S. Lamberto, che fu vescovo di Maastricht attorno al '700 e si definisce "città dell'acqua e del verde" per sottolineare quanto la località propone agli amanti degli sport acquatici e della natura.

comuni 2

Lo stemma di WARNSVELD non mostra un angelo, come potrebbe sembrare a prima vista, ma un antico idolo sassone alato e barbuto, chiamato WARNS, in piedi su una ruota a sei raggi, e che stringe un serpente con ciascuna mano.

comuni 3

Lo stemma di HUIJTBERGEN cittadina del BRABANTE è assai più complicato e mostra la Vergine Maria con in braccio il Bambino e sullo sfondo un tessuto barocco, è completato con lo stemma del monastero locale.

comuni 4

Nella maggior parte dei casi, però, le A.M. comunali olandesi sono figurate e descrittive, con richiami turistici ed accenni alle attrattive più varie - da quelle gastronomiche alle opportunità industriali, che ne vivacizzano l'immagine. Ci ripromettiamo di ritornare presto sull'argomento con qualche esemplificazione più specifica.


SORRIDERE CON LE ROSSE

Questa è l'impostazione che abbiamo scelto per la nicchia della filatelia della quale ci occupiamo e per la quale rivendichiamo i medesimi meriti di tutte le altre branche della filatelia, pur rendendoci conto che il nostro isolamento e le nostre singolarità non ci permettono di avere la medesima visibilità di altri, ben più piccoli di noi. Siamo poco meno di trecento Soci: ben poche Associazioni filateliche nazionali superano questa dimensione. Anche noi ci stiamo raffrontando con i medesimi problemi che affliggono tutte le branche della filatelia, in tutto il mondo e segnatamente quelli dell'invecchiamento dei Soci e della mancanza di afflusso dei giovani dalla base. Tuttavia conserviamo la nostra "allegria": finché le nostre rosse continueranno ad essere un antidoto contro la travolgente inondazione delle brutte notizie quotidiane, siano le benvenute.

Per l'incomparabile spirito che contraddistingue il suo ambiente, l'AICAM è stata anche scherzosamente definita una via di mezzo tra un'associazione filatelica e la confraternita dell'osso buco. Appellativo che, tutto sommato, ci fa piacere. Quando abbiamo incominciato, più di trent'anni fa, ci siamo proprio ripromessi di instaurare una forma di filatelia divertente, riposante, distensiva, non oppressa da costrizioni cattedratiche e men che meno da imposizioni di regolamenti o dall'ansia della competizione.

Anche le nostre pubblicazioni sono tutte ispirate al nostro stile. Nei testi ci scappa sempre qualche battuta, sia nella parte informativa che in quella filatelica. Insomma, siamo convinti che si può fare della filatelia seria ed impegnata, anche con il sorriso sulle labbra.

Qui di seguito vengono riportate due notiziole che troveranno posto su un prossimo numero di AICAM NEWS, come esempio di come si può fare del giornalismo filatelico senza prendersi troppo sul serio.

sorridere 1

 
sorridere 2

QUEL MALEDETTO ETERNIT

Nel suo piccolo l'AICAM, da anni, si batte perché il problema dell'ETERNT venga affrontato con maggiore determinazione. In tutto il Paese ci sono milioni di metri quadri di coperture che si stanno progressivamente polverizzando, avvelenando in maggiore o minore misura tutta l'atmosfera circostante, già più o meno inquinata di suo.

eternit 2

Il processo che ha riguardato la fabbrica di Casale Monferrato ha mostrato solo la parte emergente dell'iceberg, per il grande pubblico, ma ovunque il problema esiste con le sue subdole conseguenze e non sempre viene portato alla ribalta.

eternit 3

Ecco la più recente segnalazione fatta in proposito. Tutti i pretesti sono buoni perché questo dramma che incombe su noi tutti non venga dimenticato "perché è troppo grosso e non sappiamo da che parte incominciare", come abbiamo sentito dire da un funzionario comunale.


RICORDO DI UNA GIORNATA FELICE

Su AICAM NEWS è stata pubblicata, a firma di Sergio Vicardi, questa toccante rievocazione, innescata dal casuale ritrovamento - dopo oltre dieci anni - di un documento-ricordo approntato in occasione di una visita allo SMAU.

... "Con gli amici Gloder e Montepagano ci eravamo dati appuntamento di buon mattino allo SMAU, il Salone specializzato per le macchine da ufficio e per l'informatica, al quale erano sempre presenti anche tutti i costruttori di macchine affrancatrici.

Naturalmente facemmo tappa da tutti: alla AUDION fummo affascinanti da una nuova Francotyp-Postalia a getto d'inchiostro, una macchina flessibile, con la quale - ci dicevano - era possibile cambiare in pochi secondi l'intestazione della targhetta.

«Non ci credete? Datemi i vostri nomi.» E così un gentilissimo operatore ci approntò questo prezioso documento ricordo che più personalizzato non poteva essere.

Oggi me lo riguardo con rimpianto ripensando alla felice giornata che trascorremmo con l'amico Montepagano, che incredibilmente ci doveva lasciare, ancora giovanissimo, pochi anni dopo."

ricordo 2


 
  SCRIVICI
 
 
se riscontri dei problemi tecnici, scrivi al webmaster

dal 25.09.2002 abbiamo avuto: Pagina modificata il 18.03.2014