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ultimo aggiornamento:
28 aprile 2013

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L'AICAM HA COMPIUTO TRENT'ANNI

Nei primi tre giorni di aprile 2011, nella nostra "casa" di Sasso Marconi, abbiamo celebrato, con grande festosità ed assai poca ufficialità, il nostro trentennale. È stata una concomitanza resa ancor più singolare dal fatto che ricorreva il 15° anniversario della continuativa presenza dell'AICAM a Sasso Marconi.

Un eccellente rapporto di queste tre fitte giornate appare sul n. 59 di AICAM NEWS, che uscirà nella seconda parte di giugno, a firma di Paola Vezzil, che ha fatto una precisa ricostruzione di tutto quanto è stato visto, detto e fatto in quei tre giorni movimentati, che hanno visto la presenza di oltre 50 Soci, molti dei quali accompagnati, come al solito, dalle rispettive signore, che hanno ormai formato un affiatatissimo club, detto delle "Aicam Girls".

Questo agguerrito gruppo si è ritagliato un suo spazio autonomo negli incontri sociali, cosicché le consorti non danno più l'impressione di essere solette ed abbandonate dai mariti immersi nei loro svaghi filatelici, ma si sono create il loro ambiente. Nel pomeriggio di venerdì 1° aprile i Soci presenti hanno avuto la fortunata possibilità di una accurata visita al Centro di Meccanizzazione Postale di Bologna, dove hanno potuto prendere visione dell'elevato livello di automazione con il quale viene trattato un volume sempre crescente di corrispondenza. Al mattino di sabato 2 aprile inaugurazione della Mostra, con oltre venti collezioni meccanofìle selezionate, che offrivano una panoramica assai esaustiva del settore, con contemporanea apertura del buffet a libero servizio, particolarità forse unica a livello mondiale in campo filatelico. Dopo il tradizionale pranzo a quello che noi chiamiamo ormai da una dozzina d'anni il "Ristorante delle crescentine", per la sua rinomata specialità, ai Prati di Mugnano, il pomeriggio del sabato è stato dedicato ad un visita turistica a Bologna, talmente apprezzata che si è tirato di lungo al punto che la comitiva è arrivata in ritardo al Santuario della Madonna di San Luca, dove il nostro Don Francesco doveva celebrare una Messa tutta per noi. La sera del sabato, ci attendeva un altro impegno particolare: per la ricorrenza del trentennale, l'AICAM offriva una sontuosa e pittoresca cena a tutti i Soci presenti, che affrontavano poi l'ultima fatica della giornata con una tombolata dove terni, quaterne, cinquine e tombole venivano scandite con sberle di parmigiano-reggiano, cotechini, mortadelle e terzi di prosciutto. Il dottor Balanzone e Mary Poppins ci hanno inaspettatamente onorati della loro visita portando simpatia e divertimento.

Il clou delle celebrazioni si è avuto, naturalmente, nella mattinata di domenica 3 aprile, all'Assemblea Generale tenutasi nella bella sala consiliare di Sasso, che come sempre ci viene messa a disposizione. Eviteremo di citare i nomi di tutti quelli che hanno ricevuto un premio o un riconoscimento: li troverete tutti dettagliati nel sopra citato rapporto da leggere su AICAM NEWS. Ricordiamo solo la "laurea in meccanofilia" concessa a Nino Barberis, fondatore dell'AICAM, al quale è stata simbolicamente consegnata anche la "chiave della città". Noi non abbiamo, né cerchiamo, sponsor o mecenati, ma siamo orgogliosi di reggerci con le sole nostre forze, cioè con i proventi delle quote sociali. Era inevitabile che si discutesse l'opportunità di un aumento di tale quota: a stragrande maggioranza, sentiti anche vari pareri dell'uditorio, si decide tuttavia di lasciarla invariata anche per il prossimo anno: 30 Euro per i Soci italiani e 35 Euro per i Soci che risiedono all'estero. Durante i lavori dell'Assemblea si è riunito il Seggio elettorale per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo e a conclusione dei lavori vengono letti i risultati: per brevità diremo solo che il C.D. è stato confermato all'unanimità.

Come premio alle fatiche della mattinata, c'è stato poi il "pranzo di gala" in un'altra delle nostre sedi tradizionali, anche questo secondo un rigido cerimoniale che comprendeva lo svolgimento della immancabile lotteria tra una portata e l'altra. C'erano premi meccanofìli e mangerecci per tutti: i premi più ambiti consistevano nei bozzetti originali di Biaggio Mazzeo, che sono serviti per il nostro specimen sul 150° dell'Unità d'Italia e nel "Gran Premio", costituito da un prosciutto, stavolta suddiviso in tre parti. Ma non era ancora finita: ci siamo poi trasferiti al Parco Guglielmo Marconi, nel centro cittadino, dove è stato posto a dimora l'"Albero dell'Amicizia", a ricordo di queste splendide giornate che hanno confermato i sentimenti di affetto e di amicizia che ci legano a Sasso Marconi da tanti anni.

Giugno 2011


 

ULTIMO GIORNO DELL'ERA FASCISTA

Uno dei più coinvolgenti settori di ricerca da parte dei meccanofili specialisti del periodo "Regno" è quello dell'utilizzo dell'anno dell'era fascista, che sulle rosse ha cominciato ad apparire nel 1937 e che fu generalizzato entro il 1940. Si considerano interessanti curiosità gli errori, particolarmente quelli di impronte appartenenti ad Enti fascisti, che ci avrebbero dovuto prestare più attenzione: invece il San Silvestre fascista, che comportava lo scatto della data, qualche volta veniva ignorato.

Inconsueti sono anche i ritrovamenti di documenti con date particolari. Il 25 luglio 1943 il fascismo crollò e la reazione generale fu così impetuosa che l'abolizione dell'anno E.F. dai datari delle rosse sembrò essere una delle priorità nazionali: d'altra parte la cosa era abbastanza agevole, neutralizzando i relativi caratteri nel dispositivo di stampa, senza alcuna necessità di manomissione violenta, come invece era la scalpellatura dei fascetti.

Ultimo Giorno EF 002

Questa A.M. della S.I.P., Società Idroelettrica Piemonte, reca la data del 24.7.43 ed il suo anno di Era Fascista XXI: è l'ultimo giorno di validità legale dell'anno E.F. Nessuno immaginava che meno di due mesi dopo doveva essere ripristinato, continuando la numerazione come se niente fosse.

Ci fu anche chi, dopo l'8 settembre, ripristinò l'utilizzo dell'anno E.F. sulla sua rossa, che però era stata mutilata dei fascetti: per rimettere in pista questi ultimi bisognava però esporsi con una pratica ufficiale e la maggior parte degli utenti preferì andare avanti alla chetichella con la sua impronta scalpellata, ripristinando o meno l'anno E.F. a seconda della stima sulla qualità dell'aria che tirava.


IL CAGNETTO PIÙ FAMOSO DEL MONDO

Si chiamava Nipper il suo padrone era Mark Barraud, un inglese di professione scenografo. Suo fratello Francis era pittore "commerciale", cioè un pubblicitario: alla morte del fratello, nel 1887, ereditò il cagnetto e notò che quando metteva in azione il suo fonografo Edison a cilindro, Nipper si avvicinava incuriosito cercando di capire da dove veniva la voce.

Da bravo specialista del settore capì subito che poteva essere un ottimo soggetto e ne fece un ritratto, che propose alla Edison Bell Consolidated Phonograph Co. di Londra che però non si dimostrò interessata. Contattò allora la Gramophone Company Ltd. che fabbricava i nuovi grammofoni a disco inventati in America da Emile Berliner; al suo direttore, William Barry Owen, il dipinto piacque e lo battezzò subito "His master's voice"che fu adottato in tutte le lingue, diventando da noi "La voce del padrone". Chiese però una modifica del dipinto, sostituendo il fonografo a rullo della Edison Bell con il suo modello a disco, cosa che Barraud fece in tempi brevissimi.

Owen pagò il dipinto 50 sterline ed altre 50 per i diritti d'uso (copyright) e cominciò ad utilizzarlo come marchio della Gramophone Company nel 1899, estendendone poi la licenza d'uso in America nel 1900.

Il diritto d'uso del marchio, nel corso del tempo, passò anche ad altri fabbricanti, a seguito di fusioni e trasformazioni aziendali; attualmente è di proprietà della EMI, Electrical and Musical Industries Ltd., nei cui uffici centrali di Londra è attualmente conservato il quadro originale.

Cane Famoso 002

Nipper morì nel settembre del 1895 all'età di circa 11 anni e fu seppellito sotto un gelso nel cortile di Philip Barraud, fratello di Francis. Miliardi di riproduzioni sono state diffuse nel mondo con tutti i mezzi: decine sono anche le affrancature meccaniche. Ci sembra interessante commentare le due impronte tedesche, purtroppo di scarsa qualità. La prima è della Anton Nathan, un'azienda di proprietà ebraica: si noti la precisazione "Firma", per puntualizzare che quello è solo il nome della ditta, quasi per annientare il nome dell'individuo. Tre anni dopo, con la messa in atto dei provvedimenti razziali, la ditta diventa "Paul Scholtz" già Anton Nathan, per non perdere i vantaggi della reputazione che si era creata nel campo del commercio di strumenti musicali.


COMUNI DECORATI

È noto che le affrancature meccaniche dei nostri Comuni non brillano per originalità: nella stragrande maggioranza si limitano a mostrare lo stemma comunale, che ha solo una funzione decorativa, in quanto nessuno ne conosce il significato e spesso anche i dettagli del disegno non sono individuabili.

Parecchie decine di Comuni italiani sono stati insigniti di Medaglia al Valore (militare, civile, per l'attività partigiana, della resistenza, ecc.). Dovrebbe essere un riconoscimento del quale andare orgogliosi e costituire un impegno per ricordarlo alla comunità attuale ed a tutto il mondo esterno.

Invece sono ben pochi i Comuni che hanno inserito nella loro affrancatura meccanica un accenno a questa qualificazione, che dovrebbe costituire un titolo indelebile di merito e il ricordo del sacrificio di tanti cittadini.

Comuni Decorati 002

Senza mezzi termini riteniamo che l'omissione di questa indicazione sia deplorevole, se non vergognoso. Sembra voler dire che "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato", che "ormai è acqua passata", che oggi il Comune ha ben altro a cui pensare che non a ricordare trascorsi ormai superati.

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Ci sembra giusto mettere in evidenza quei Comuni che continuano a rammentare ai cittadini di oggi quello che hanno fatto i loro predecessori, tra i quali c'erano sicuramente anche parenti, che a prezzo delle loro vite hanno contribuito a preparare un miglior futuro per la comunità.

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A noi parrebbe la cosa più naturale del mondo che la qualifica di "Medaglia ..." debba essere inserita d'obbligo, a stampa, in testa alle buste ed alla carta da lettere comunali, ma anche nell'impronta della macchina affrancatrice.

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Sul Numero Unico che accompagna la nostra 32ª Esposizione Nazionale, svoltasi a Cesena lo scorso aprile, alle pag. 34 e 35 c'è un articolo su questo argomento, che fornisce anche suggerimenti su come impostare una collezione di queste rosse e mostra una ventina di A.M. che lodevolmente utilizzano un'impronta con la menzione dell'onorifico riconoscimento loro concesso. Alcune vengono qui mostrate, come documentazione.


RICETTE DI CUCINA SULLE ROSSE

Un recente numero di AICAM NEWS ha riportato alla ribalta quattro curiose affrancature meccaniche messe in uso quasi venticinque anni fa da parte di un produttore svizzero di sale da cucina. Recano altrettante gustose ricette di specialità gastronomiche locali.

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L'OPERA PER TUTTI

Osservate bene queste due rosse: probabilmente la dicitura "TEXACO - IL VOSTRO BIGLIETTO PER IL MET DA OLTRE 45 ANNI" risulta assolutamente incomprensibile. Dietro c'è una storia originale, che merita di essere ricordata.

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macchina diversa

Si dice che la vecchia generazione, negli Stati Uniti, abbia una altissima cultura musicale, nel settore della lirica, superiore a quella degli italiani, che pure è stata la patria del melodramma. La ragione si attribuisce ad un programma di musica operistica che veniva radiotrasmesso tutti i sabati pomeriggio dalla NBC, la più importante rete americana, con la sponsorizzazione della Casa petrolifera TEXACO, dal Metropolitan di New York, appunto il "MET".

Questa sponsorizzazione andò avanti, probabilmente, per mezzo secolo: non abbiamo elementi per dire quando è cessata.

Nel 1985 e 1986 le sopra citate rosse della TEXACO dicono "per oltre 45 anni": abbiamo infatti trovato una rossa del 1941 nella quale si pubblicizza un programma di varietà di Fred Allen il venerdì sera, sulle reti CBS e - per la prima volta - la trasmissione di opere dal Metropolitan, sulla NBC, il sabato pomeriggio.

Opera 004

In almeno quarantacinque anni a milioni di americani sono state offerte migliaia di radiotrasmissioni di opere complete: questo ha certamente influito sulla formazione musicale di almeno due generazioni: non sorprende, quindi, la constatazione che, in fatto di musica operistica, ne sanno molto più di noi. Anche adesso, del resto, la nostra televisione sembra aver dimenticato che esiste anche l'opera lirica, visti i programmi impegnati da altri intrattenimenti altamente culturali, come Il grande fratello o L'isola dei famosi.

Per tutto il periodo che ci è noto le trasmissioni radiofoniche del MET sono state pubblicizzate dalla TEXACO per mezzo di affrancature meccaniche, il che consente addirittura di farne una collezione specializzata.


ECONOMIA DI GUERRA USA

Durante la 2ª guerra mondiale Remington, Underwood e tutti gli altri fabbricanti americani di macchine per scrivere avevano praticamente cessato la loro produzione tradizionale e costruivano apparecchiature di precisione per le più varie esigenze delle Forze Armate.

Anche queste però, avevano bisogno di macchine per scrivere (allora era lo strumento tecnologicamente più avanzato in ogni ufficio) e a mano a mano che si mobilitavano nuove unità diventava indispensabile trovarne. L'unica soluzione era procurarsele presso i privati.

Questa affrancatura meccanica è molto significativa:

"I NOSTRI COMBATTENTI HANNO BISOGNO DEL 25% DELLE VOSTRE MACCHINE PER SCRIVERE. VENDETELE SUBITO ATTRAVERSO IL VOSTRO PIŁ VICINO UFFICIO DEL WPB"

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Il WPB era il War Procurement Branch, praticamente l'ufficio acquisti generale di materiali per le esigenze belliche. È da sottolineare la "delicatezza" con la quale l'invito era rivolto. Si offriva di acquistarle: in qualche altro posto sarebbero state semplicemente confiscate, o sequestrate, o prelevate ... con le buone maniere.


UNA TEMATICA SUL CAVALLO

In campo meccanofilo, tra cane e cavallo è un bel match: entrambi offrono la possibilità di realizzare straordinarie collezioni tematiche, sia per la varietà del materiale esistente, sia per la loro diversificata partecipazione alla vita dell'uomo.

Riproponendoci di riprendere il discorso con il cane, ecco una panoramica di cavalli, tutti francesi, a dimostrazione dell'abbondanza di soggetti disponibili.

Il piano della collezione può trarre ispirazione dalle grandiose collezioni tematiche già esistenti (incluse quelle del nostro Presidente Paolo Padova, che hanno già ottenuto ambiti riconoscimenti internazionali). Il cavallo da trasporto, il cavallo nello sport, il cavallo in guerra, il cavallo come simbolo nobiliare, il cavallo nella mitologia, il cavallo come soggetto di un logo commerciale, il cavallo da lavoro: sono tutti capitoli possibili e che possono essere sviluppati e concatenati qualunque sia il livello di approfondimento della collezione.

Solo per la Francia il nostro Socio Maurice Gardiol ha presentato sulla rivista dell'ACEMA (la nostra consorella d'oltralpe) oltre un centinaio di A.M. figurate sul cavallo. Ne mostriamo qui una piccola selezione: il cavallo nello sport.

Maurice è addirittura andato più in là: ha una collezione interamente basata sul Pegaso e ne sta mettendo insieme una sul liocorno.

Ci piace presentare questa proposta di collezione perché riteniamo che sia divertente, culturalmente valida, accessibile a meccanofili di ogni livello. Naturalmente bisogna partire con un minimo di conoscenze sull'argomento; le idee su come svilupparlo poi vengono a frotte. Il nostro Presidente, a titolo personale, si dichiara disponibile a dare una mano a tutti i meccanofili che volessero affrontare seriamente questa collezione. Scrivetegli presso la Segreteria dell'AICAM.

Tematica Cavallo 002


 
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