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ultimo aggiornamento:
30 Gennaio 2010

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VERSO IL 28° ANNO

Con un po' di civetteria vorremmo dire che ... siamo rimasti quelli di prima, cioè che non siamo invecchiati. Ma non è vero: senza presunzione ci sentiamo di dire che siamo migliorati, nel senso che siamo in grado di dare ai nostri Soci più di quanto davamo all'inizio.

Innazitutto, abbiamo la quota associativa (27 Euro) che è la più bassa tra quelle di tutte le Associazioni Filateliche nazionali, ma - soprattutto - siamo, incontestabilmente, quella che dà di più ai singoli Soci.

Non abbiamo (né cerchiamo) sponsor o mecenati: quello che facciamo, viene finanziato con le quote sociali, spendendo con la politica della lesina, che è quella del buon padre di famiglia.

Diamo una pubblicazione trimestrale di 68 pagine ed un "Numero Unico" annuale di un centinaio di pagine. Ogni anno c'è almeno un'altra pubblicazione gratuita.

Offriamo a tutti i nostri Soci una serie di specimen (vedi elenco nel sito), forniti gratuitamente, dietro semplice rimborso delle spese postali.

Per la cultura dei nostri Soci offriamo un numero sterminato di pubblicazioni, siamo arrivati ad oltre 350: nessuno, nel mondo, ha mai fatto tanto, in campo filatelico. Come prezzo, chiediamo solo il rimborso delle spese di stampa, più postali. In certi casi queste ultime superano,purtroppo, proprio il costo della stampa.

Ogni anno, implacabilmente, organizziamo una manifestazione "nazionale" e quasi sempre due altre manifestazioni, tutte accompagnate da un Numero Unico. Una "lotteria" (a partecipazione gratuita) ed una "seduta scambi" (veri e propri scambi liberi, non commercio camuffato) accompagnano ogni nostri incontro. In ogni manifestazione c'è una Mostra meccanofila, assolutamente non competitiva. Sono quasi duecento i Soci che dispongono di una o più collezioni da esposizione, anche senza aver alcun miraggio di medaglie o di Gran Premi.

Su ciascun numero del nostro trimestrale AICAM NEWS ci sono 40 "offerte gratuite": materiale regalato dai Soci, che viene proposto gratuitamente, dietro il solo pagamento delle spese postali. In sovrappiù, su quasi tutti i numeri c'è un' "Offerta speciale", o "Straordinaria", anch'essa gratuita.

Per precisa vocazione non ci occupiamo assolutamente di questioni commerciali: ci basta "tirare a casa i nostri soldi" con le nostre pubblicazioni, mentre distribuiamo gratuitamente tutto quello che generosamente viene offerto dai nostri Soci.

Ecco chi siamo. Ci occupiamo delle rosse (e anche delle TP Label, che il progresso tecnologico ha fatto entrate ultimamente nel nostro mondo) e cerchiamo di farlo nella maniera meno cattedratica e più divertente possibile. Siamo costantemente sopra i 300 Soci; certamente anche a noi farebbe piacere vedere aumentare questo numero ma, sinceramente (lo abbiamo scritto più volte), ci interessa di più un Socio che partecipi attivamente alla vita dell'Associazione (sono più di 50 quelli che scrivono costantemente sulle nostre pubblicazioni), che non cinque nuovi Soci che "si abbonano" ad AICAM NEWS.

Questa sarà forse una "home page" un po' inconsueta, ma è tutto quello che potete aspettarvi da una Associazione filatelica che, se vogliamo, è lei stessa un po' anomala. Per rendersene conto, basta prendere parte ad un incontro dell'AICAM consultando il calendario degli appuntamenti pubblicato sul sito.

Agosto 2009


 

È DI NUOVO CARNEVALE PER L’AICAM

Sei anni fa, in occasione del Carnevale, pubblicavamo un catalogo sulle rosse carnevalesche, a firma dello specialista Franco Zambelli (Pubblicazione n. 254).

pubblicazione 349-1

Ora, in occasione del carnevale di quest’anno, stiamo presentando un aggiornamento a firma dello stesso autore. Il fascicolo di aggiornamento (pubblicazione n. 349) arricchisce l’argomento di oltre un sessantina di impronte alle 250 già presentate nella catalogazione base. Tutte sono illustrate e descritte e costituiscono un prezioso supporto per le collezioni tematiche e meccanofile su questo tema, che non sono poche.

pubblicazione 349-2

La parte dal leone la fanno le affrancature meccaniche tedesche ed in particolare quelle di Colonia e di Magonza, dove esistono associazioni "carnevalesche" con anzianità secolare, che portano avanti ogni anno programmi che da noi in Italia trovano il contraltare solo a Viareggio, a Cento, ad Ivrea o a San Giovanni in Persiceto. I tedeschi hanno però compreso perfettamente quale importanza possa avere l'affrancatura meccanica per la pubblicità capillare di un avvenimento così popolare come il Carnevale (soprattutto considerando il basso costo, del tutto irrisorio). In Italia solo Viareggio si avvale di una rossa ogni anno, peraltro ripetitiva e non utilizzata secondo razionali canoni filatelici.

pubblicazione 349-3
pubblicazione 349-4

Il fascicolo di aggiornamento al Catalogo sulle A.M. del Carnevale viene distribuito al prezzo di € 4,00 con allegata una "prova di macchina" carnevalesca, poi regolarmente messa in uso a San Giovanni in Persiceto.

pubblicazione 349-5
pubblicazione 349-6

UN COMUNE ... CHE SA FARSI VALERE

Da decenni, sulle nostre modeste pubblicazioni, stiamo battendo il chiodo della propaganda turistica gratuita che i Comuni potrebbero farsi utilizzando la loro affrancatura meccanica in maniera un po' più propositiva.

Tutti (o quasi) si limitano a mostrare lo stemma del Comune, il più delle volte incomprensibile per la stampigliatura difettosa; ma anche quando è bello chiaro, nessuno ne capisce i significati, né quello araldico, né quello storico.

Quello spazio potrebbe essere utilizzato per un disegno o una frase promozionale a favore delle bellezze storiche, artistiche, o dei richiami turistici o anche solo gastronomici. Non costerebbe niente di più della solita targhetta con l'inutile stemma.

Da sempre abbiamo esempi, a migliaia, di fonte francese, olandese, tedesca ecc. dove i Comuni, anche di piccole dimensioni, utilizzano la loro macchina affrancatrice per propagandare "qualche cosa". Anche solo la possibilità di "andar per funghi", o gli spazi per il camping, o una funicolare che porta in alto; addirittura anche il solo fatto di essere vicini ad un casello autostradale. Per tacere di quelli che, avendo qualcosa di consistente da offrire in fatto di validità turistica, mostrano panorami, edifici storici, monumenti, ecc.

Noi, niente: restiamo abbarbicati ai nostri stemmini, pieni di significati araldici che nessuno capisce e dei quali, in fondo, a nessuno importa niente.

comuni - Corgnano

Finalmente abbiamo trovato un Comune che si è deciso ad aprire la strada: è Corciano, provincia di Perugia, che si presenta con lo scorcio stilizzato di "uno dei borghi più belli d'Italia". Speriamo che abbia rotto il ghiaccio; magari anche che a Corciano, in una prossima edizione, decidano di sopprimere lo stemma e di occupare tutto lo spazio per una panoramica del borgo o per una migliore illustrazione di qualche dettaglio.

comuni - Amsterdam

 
comuni - Martigne

Mostriamo come esempio anche qualche realizzazione straniera, scelta a caso fra le migliaia di esempi disponibili.

comuni - Tubigen

GRAZIE PER AVER ACQUISTATO UNA VETTURA AMERICANA!

Nel 1983, per far fronte all'invasione delle auto giapponesi, i costruttori americani di automobili sono stati addirittura costretti a sollecitare i sentimenti patriottici dei loro connazionali per sottolineare la necessità di dare la preferenza alla produzione nazionale.

Thanks for buying

All’epoca anche sui quotidiani italiani apparvero grandi inserzioni pubblicitarie collettive di tutti i fabbricanti italiani di auto dove, sotto i mitici marchi nazionali vi era un invito che diceva pressapoco così: "Acquistate auto italiane se non volete che la nostra industria automobilistica vada a remengo".

I tempi sono cambiati e pubblicità di questo genere non sono più possibili, in omaggio alla legge del libero mercato. Per cui i vantaggi della rottamazione sono offerti a tutti; però noi siamo liberi di decidere se acquistare una Toyota o una Ferrari. Ricordate quando nella Germania Orientale praticamente circolavano solo le Trabant? Anche i cittadini di Dresda oggi sono liberi di acquistare una Volkswagen o una Fiat. È stato un bel passo avanti per tutti, anche se l’industria automobilistica, in tutto il mondo, viene scrollata in maniera spaventosa. Le nostre affrancature meccaniche ne documentano fedelmente l’evoluzione ed un giorno costituiranno la testimonianza di un’epoca. Già oggi una A.M. della Simca, della Autobianchi o della Innocenti fanno parte della storia dell’automobile.


TRENTASEIMILA TP LABEL CATALOGATE DA MATTEO MERLA

Al 31 dicembre 2009 Matteo Merla ha raggiunto quota 36.050 nella sua catalogazione computerizzata delle TP Label. È una banca dati che ha ormai raggiunto un livello tale da essere considerata un complesso documentario eccezionale, che sarà determinante il giorno in cui si scoprirà che le TP Label sono "storia postale" (a meno che non si intenda chiudere questo capitolo con l'era del francobollo, meglio se dell’800). È da sottolineare che decine di collezionisti fanno convergere su Matteo Merla le loro conoscenze, consentendo così di poter raggruppare in maniera omogenea tutte le informazioni disponibili, che sarebbero di ben più modesta utilità se classificate in maniera frazionata.

TPL Fase "2" TPL Fase "2"

Ora che sono state ufficialmente definite le varie "fasi" che documentano l'evoluzione del sistema (che si avvicina ormai ai suoi dieci anni di vita), la classificazione di Matteo Merla diventa ancora più preziosa, in quanto è la sola che consente di individuare l'evoluzione delle stampigliature partendo da quelle originarie, alle quali era addirittura possibile attribuire il numero di matricola della macchina.

TPL Fase "6" TPL Fase "6"

Il gran numero di nuove macchine installate fa presumere che le Poste non abbiano in programma drastici cambiamenti in proposito. Anche negli Stati Uniti, dove il sistema è ancor più generalizzato e capillare, proliferano nuovi modelli sempre più sofisticati, di vari costruttori, tutti però operanti nel quadro di un sistema omogeneo.


UNA INCREDIBILE VARIETÀ

Nel materiale di studio lasciato dal grande collezionista meccanofilo Heiner Dürst e che viene ora curato dallo specialista Roberto Di Casola c’è un pezzo assolutamente insolito, unico conosciuto fra le rosse italiane.

incredibile varietà

È una lettera, regolarmente viaggiata, del febbraio 1945, che è assai indicativa della situazione dell'epoca: quando una macchina si danneggiava, le riparazioni venivano fatte con materiale di emergenza e talvolta anche con soluzioni di fortuna. In queste caso, al posto della corona del datario è finito il punzone di stato, mentre il valore non ha alcuna cornice.


SPEDITA AL PODESTÀ, ARRIVA AL SINDACO

Quando fu scritta questa Raccomandata, a Montebello c'era il Podestà. Quando arrivò, qualcuno aveva cancellato "Podestà" e corretto in "Sindaco".

Visto così superficialmente, questo documento è la testimonianza di una semplice trasformazione burocratica; invece è "storia postale", se non "storia" vera e propria. Dietro, infatti, c'è la testimonianza di una situazione del tutto eccezionale che in quel periodo sconvolse la vita di quel territorio.

al Podestà

Vediamo di esaminarlo con l'attenzione che merita e con la pignoleria dello specialista di storia postale.

Il mittente, l'Ospedale civile di Udine, lo affranca con la sua macchina affrancatrice con la tariffa in uso in quella data; era la tariffa RSI: £ 1 + 1,50, che rimase valida fino al 30.6.1945.

Per la situazione venutasi a creare in zona nelle settimane immediatamente successive al termine delle ostilità, gli uffici postali di Udine rimassero però chiusi dal 3 maggio al 3 luglio. La raccomandata, che era stata accettata, rimase quindi ferma. Quando ripresero l'attività, la tariffa era cambiata: era in vigore la tariffa così detta "luogotenenziale" di £ 2 + £ 5. L'ufficio postale richiamò il mittente e gli chiese di aggiornare la tariffa, cosa che fu fatta il 5 luglio, con la stessa macchina affrancatrice, che però nel frattempo era stata anch'essa ... aggiornata: infatti erano stati scalpellati i fascetti nel punzone di stato ed era stato neutralizzato l'anno dell’era fascista.

La cosa curiosa, che salta subito all'occhio è la modifica nell'indirizzo: originariamente il plico era indirizzato al "Podestà". Lo stesso mittente cancellò la dicitura a stampa sostituendola con quella manoscritta "Sindaco". Cominciava un'altra era, non solo per quanto riguarda le tariffe postali.


 
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dal 25.09.2002 sono state viste pagina modificata il 30.01.2010