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ultimo aggiornamento:
06 marzo 2019

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IL PERCHÉ DEL NOSTRO SUCCESSO

L'AICAM ha più di 30 anni vita, non è associata alla Federazione fra le Società Filateliche Italiane (la meccanofilia non è compresa fra la specializzazioni filateliche previste dalla FIP), non è nel giro della filatelia ufficiale e quindi non ha una grande visibilità. Eppure, per numero di Soci, è la terza per importanza fra le Associazioni Filateliche nazionali. Una delle ragioni la fornisce Fabio Bonacina riferendo un suo colloquio con il Presidente dell'AICAM, Paolo Padova.

"All'interno del settore filatelico l'AICAM rappresenta una realtà di nicchia. Non esiste un mercato vero e proprio in quanto il valore economico del materiale è, in genere, assai limitato, addirittura "zero" per il materiale moderno ed attuale, tanto che in tutti gli incontri dell'AICAM è in programma una "riunione di scambi", nella quale ognuno porta del materiale che viene messo a libera disposizione di tutti ed ognuno può liberamente prelevare quello che vuole dal materiale recato dai Consoci. Se qualcuno trova un'affrancatura riguardante il calcio, e sa che sto lavorando su quell'argomento, me la tiene da parte, ed io faccio lo stesso per gli altri." Parole di Paolo Padova. "È partendo da questa base che si è generato un rapporto concatenato di collaborazione e di amicizia che fa dell'AICAM una associazione unica per quanto riguarda lo spirito societario, tanto che fra i Soci si parla di famiglia AICAM."

È sintomatico il fatto che quando un Socio, che non è mai stato presente prima ad un nostro incontro, ha occasione di stare con noi per la prima volta, ci ritorna, rimpiangendo di non averlo mai fatto prima. E questo spiega il perché dell'elevato numero di Soci presenti ad ogni nostro incontro, anche se non vi è esposizione a concorso o convegno commerciale.

Anche le Gentili Signore, da anni, si sono ritagliate un loro spazio: si è formato un affiatato gruppo –da noi scherzosamente chiamato delle "AICAM GIRLS"– che durante i nostri incontri si gestisce in maniera autonoma, mentre è presente in maniera compatta quando ci si ritrova a tavola o nei diversivi extra-filatelici che non mancano mai nei nostri programmi.

Gennaio 2016

 

luxottica1 1 OTTOBRE 2018: NASCE ESSILOR-LUXOTTICA

Il consiglio d'amministrazione di Luxottica ha dato il via libera. Nasce così il nuovo gruppo Essilor-Luxottica, che unisce due colossi del settore degli occhiali in una joint venture da 16 miliardi di euro di fatturato e 57 miliardi di capitalizzazione.

Nel comunicato rilasciato ieri dall'azienda italiana si legge che la Delfin srl, finanziaria di Leonardo del Vecchio, fondatore e azionista di maggioranza di Luxottica (con il 64% delle azioni), conferisce la sua parte a favore del gruppo Essilor International (Compagnie Général d'Optique), rinominato appunto Essilor-Luxottica.

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L'unione dei due colossi crea un nuovo leader globale di oltre 140 mila dipendenti nel settore del design, della produzione e distribuzione di lenti oftalmiche, delle montature da vista e degli occhiali da sole. Da una parte il gruppo di Del Vecchio con le sue montature per occhiali, dall'altra i francesi con le lenti.

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La sola azienda italiana, presente in oltre 150 paesi nel mondo, nel 2017 ha registrato un fatturato di circa 9,2 miliardi di euro. Suoi sono i marchi Ray-Ban, Oakley, Vogue Eyewear, Persol, Oliver Peoples e Alain Mikli, mentre in licenza lavora per Giorgio Armani, Burberry, Bulgari, Chanel, Dolce&Gabbana, Ferrari, Michael Kors, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Valentino e Versace.

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La sede scelta per la nuova holding sarà Parigi ma resterà comunque quotata alla borsa di Milano, dove per ora resterà anche Luxottica spa, con la prospettiva di una doppia quotazione in futuro. Sui mercati finanziari la nuova azienda sarà poi identificata con il "ticker" EL.

Il cda unico del nuovo gruppo, invece, sarà equamente suddiviso tra Italia e Francia, con Del Vecchio come presidente esecutivo e l'attuale numero uno di Essilor, Hubert Sagnieres, come vice presidente esecutivo con gli stessi poteri. Infine, anche l'attuale amministratore delegato del gruppo italiano, Francesco Milleri, sarà presente nel futuro consiglio di amministrazione.


IL LIEVITO MADRE HA SALVATO LA MELEGATTI

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La Melegatti, storica e antica casa produttrice veronese di prodotti da forno, ritorna alla produzione grazie a una cordata italiana che ha permesso a 35 dipendenti di tornare al lavoro giusto in tempo per sfornare i tradizionali pandori di Natale. Ma se i dolci della Melegatti sono riapparsi per Natale sugli scaffali dei supermercati è merito soprattutto di Davide Stupazzoni e Matteo Peraro: due dipendenti che, senza percepire stipendio, in tutti questi mesi hanno lavorato ogni giorno per mantenere in vita il prezioso lievito madre. Anche nei tempi più difficili, quando l'azienda è stata chiusa, loro si sono sempre preoccupati di custodire e curare l'ingrediente base dei dolci della azienda.

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"Il lievito va nutrito ogni giorno, altrimenti c'è il rischio che muoia. E stiamo parlando di qualcosa di unico, che ha almeno 124 anni di storia, perché verosimilmente esisteva da prima che venisse fondata la ditta, utilizzato nella prima pasticceria di Domenico Melegatti", ha riferito a Il Corriere del Veneto Giacomo Spezzapria, il nuovo ad, riferendosi ai due addetti che già sul web sono stati definiti "eroi". È anche grazie a loro se da qualche tempo i forni si sono riaccesi, il profumo di pandoro è tornato nell'aria ed è comparsa la prima fila davanti allo spaccio aziendale. Non solo, l'azienda ha avuto una valanga di richieste da tutta Italia: il Natale della Melegatti (e della tavole italiane) è salvo, anche grazie a Matteo e Davide.

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