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ultimo aggiornamento:
24 marzo 2015

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NOI E L'EXPO 2015

Anticipazioni del nostro Presidente Paolo Padova sul programma che stiamo portando avanti per la data di EXPO 2015

L'accostamento nel titolo sembra, a dir poco, irriverente: una minuscola organizzazione come la nostra che arbitrariamente si affianca ad un'iniziativa di importanza planetaria. È stato così anche la sera in cui la televisione trasmise la notizia dell'assegnazione a Milano dell'EXPO 2015: mezz'ora dopo eravamo già in pista per organizzare una piccola mostra celebrativa e di benvenuto a questo eclatante avvenimento, con un piccolo numero unico, proprio a Rho, che sarebbe stato il fulcro della grande EXPO. Facemmo anche uno specimen utilizzando arbitrariamente il logo provvisorio della manifestazione alla quale noi davamo già incondizionata fiducia prima che nascesse. Dicevamo fra di noi: se quelli che la organizzano ci mettono lo stesso nostro entusiasmo sarà una realizzazione col botto. Non ci passò nemmeno per la testa che qualcuno potesse confrontare le nostre dimensioni con quelle di un'EXPO mondiale.

Sappiamo quante difficoltà l'organizzazione dell'EXPO ha trovato sul suo cammino e ci rallegriamo di vederla andare in porto con pieno successo. Sappiamo anche che nel corso di questi anni si è ripetutamente parlato di realizzazioni filateliche di grande spolvero da collegare all'EXPO per usufruire dell'effetto trascinamento di un logo così vistoso. Al momento in cui butto giù queste note non ho la minima idea di ciò che si farà.

Ho invece un'idea precisa di ciò che, nel nostro piccolo, faremo noi dell'AICAM: non dobbiamo chiedere autorizzazioni, non intendiamo chiedere sponsorizzazioni, non cerchiamo pretesti per apparire abbinati a questo grande evento. Sarebbe ridicolo, data la nostra stazza rispetto a quella del gigante che sta per arrivare in porto. Ho voluto buttar giù con molto anticipo le conclusioni alle quali siamo arrivati unitamente al nostro C.D. unicamente perché siano noti sin da oggi i programmi sui quali stiamo lavorando.

Il tema della EXPO è "Nutrire il Pianeta" "Energia per la vita". Ovvero trovare la maniera affinché il cibo diventi la "energia per la vita" di tutti gli abitanti del pianeta terra.

Noi abbiamo scelto due prodotti: uno che, con il pane, è il più importante alimento delle popolazioni della terra: "il Riso" ed un altro in cui siamo noi i "campioni del mondo", ovvero "la Pasta". In occasione della nostra esposizione che immancabilmente organizzeremo in concomitanza con la EXPO 2015 realizzeremo due piccoli cataloghi meccanofili sui rispettivi argomenti.

Un altro catalogo verrà portato in porto perché ci sembra l'occasione migliore per farlo: quello riguardante tutte le A.M. messe in uso per la "Fiera di Milano", la nostra piccola EXPO annuale. Esistono già catalogazioni che riteniamo però abbastanza estemporanee e pensiamo che sia l'occasione buona per un'edizione completamene affidabile e che faccia testo.

Saranno tre piccoli cataloghi che accompagneranno il "Numero Unico" della nostra piccola manifestazione espositiva che presenterà collezioni sui temi dell'EXPO.

Non ci sarà sfarzo di colori, di carte patinate, di copertine rigide plastificate: saranno tre piccole pubblicazioni spartane nella presentazione, ma sostanziose e in gran parte inedite nei contenuti.

A questo punto, per chiudere, verrebbe da dire che questo sarà il nostro contributo all'EXPO, ma sarebbe un'affermazione talmente ridicola che ci limitiamo a considerarla un'anticipata segnalazione su che cosa stiamo Iavorando, con il pensiero rivolto all'impegno di quelli che - tra mille difficoltà - stanno profondendo le loro energie perché l'EXPO 2015 riesca una manifestazione da ricordare.



IL PERCHÉ DEL NOSTRO SUCCESSO

L'AICAM ha più di 30 anni vita, non è associata alla Federazione fra le Società Filateliche Italiane (la meccanofilia non è compresa fra la specializzazioni filateliche previste dalla FIP), non è nel giro della filatelia ufficiale e quindi non ha una grande visibilità. Eppure, per numero di Soci, è la terza per importanza fra le Associazioni Filateliche nazionali. Una delle ragioni la fornisce Fabio Bonacina riferendo un suo colloquio con il Segretario dell'AICAM, Manlio De Min, in un suo servizio su Internet in occasione della annuale esposizione nazionale svoltasi a Lodi nel 2013.

"All'interno del settore filatelico l'AICAM rappresenta una realtà di nicchia. Non esiste un mercato vero e proprio in quanto il valore economico del materiale è, in genere, assai limitato, addirittura "zero" per il materiale moderno ed attuale, tanto che in tutti gli incontri dell'AICAM è in programma una "riunione di scambi", nella quale ognuno porta del materiale che viene messo a libera disposizione di tutti ed ognuno può liberamente prelevare quello che vuole dal materiale recato dai Consoci. Se qualcuno trova un'affrancatura riguardante il calcio, e sa che sto lavorando su quell'argomento, me la tiene da parte, ed io faccio lo stesso per gli altri." Parole di Manlio De Min. "È partendo da questa base che si è generato un rapporto concatenato di collaborazione e di amicizia che fa dell'AICAM una associazione unica per quanto riguarda lo spirito societario."

È sintomatico il fatto che quando un Socio, che non è mai stato presente prima ad un nostro incontro, ha occasione di stare con noi per la prima volta, ci ritorna, rimpiangendo di non averlo mai fatto prima. E questo spiega il perché dell'elevato numero di Soci presenti ad ogni nostro incontro, anche se non vi è esposizione a concorso o convegno commerciale.

Anche le Gentili Signore, da anni, si sono ritagliate un loro spazio: si è formato un affiatato gruppo –da noi scherzosamente chiamato delle "AICAM GIRLS"– che durante i nostri incontri si gestisce in maniera autonoma, mentre è presente in maniera compatta quando ci si ritrova a tavola o nei diversivi extra-filatelici che non mancano mai nei nostri programmi.

Marzo 2014

 

L'INVENTORE DEL COMPUTER

Non molti sanno che il tedesco KONRAD ZUSE (1910-1995) è considerato l'inventore del computer moderno. Già nel 1936 aveva intrapreso la progettazione e la costruzione di una macchina in grado di eseguire calcoli velocemente e costruì un prototipo, il V1, che chiamò poi Z1 per non creare confusione con i tristemente noti razzi di Von Braun.

La macchina utilizzava la tecnologia elettromeccanica disponibile negli anni '30 ed era basata su un originale sistema di memorie meccaniche. Questo calcolatore, completato nel 1938, deve essere considerato in assoluto come il primo computer moderno, avendo anticipato di alcuni anni il Colossus, realizzato nel 1944 dal matematico inglese Alan Turing per la decifrazione dei messaggi prodotti dalla macchina Enigma, usata dalle forze armate tedesche per le comunicazioni militari durante la seconda guerra mondiale, nonché i primi enormi calcolatori programmabili a valvole prodotti in Inghilterra e negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni '40.

Inventore Computer 002 Inventore Computer 004

Negli anni seguenti e nel secondo dopoguerra Zuse proseguì i suoi studi realizzando macchine sempre più avanzate e perfezionate.

Inventore Computer 003 Inventore Computer 005

La documentazione meccanofila su questo importante personaggio della storia dell'informatica non è abbondante; in certi casi si deve addirittura far ricorso ad A.M. dove il nome di Zuse compare nel nome di una via a lui intitolata.

Inventore Computer 002

IL CAP "SCENTRATO"

Non pochi meccanofili della presente generazione quando si trovano di fronte ad una rossa degli anni '70 con il numero di CAP in posizione asimmetrica, la considerano, di primo acchito, una varietà eccezionale.

Cap Scentrato 004

Invece, ai suoi tempi, era solo una originale curiosità, abbastanza comune.

Quando venne introdotto il CAP, tutti gli utenti di macchine affrancatrici si trovarono nella necessità di aggiungere questo numero nella targhetta. Nell'indirizzo, per un po' di tempo la prescrizione fu facoltativa, ma nel datario –oltre ad una certa data– divenne obbligatoria.

Cap Scentrato 002 Cap Scentrato 003

La Hasler, che allora deteneva una fetta considerevole del mercato, con le sue apprezzate macchine F66 ed F88 (che stabilirono anche ... dei record di durata), ebbe una "pensata" straordinaria: anziché sostituire tutta la targhetta inserì un tassello saldato con il numero di CAP a sinistra della località, nel bollo datario. A parte lo squilibrio geometrico, non c'era nulla da eccepire in fatto di funzionalità e di chiarezza e parecchi degli utenti delle sue macchine andarono avanti con questa intelligente soluzione "provvisoria" finché la macchina non fu sostituita dal mod. Mailmaster.

Questa varietà fu subito battezzata, nel gergo dei meccanofili, "CAP scentrato".


LA VITA DI MARTIN LUTERO SULLE ROSSE

Più di vent'anni fa si è presentata ai meccanofili cultori del tema generale RELIGIONE una straordinaria opportunità, che essendo stata realizzata senza alcun fine speculativo, è stata scarsamente sfruttata, tanto che oggi molti specialisti nemmeno conoscono l'esistenza della serie di rosse che qui presentiamo. Anche noi –a suo tempo– ne siamo venuti casualmente a conoscenza, in tempo utile per procurarcela, grazie alla segnalazione del nostro socio Ennio Giunchi, uno dei più grandi tematici italiani di tutti i tempi, che a quell'epoca era nel periodo migliore della sua attività.

Il CARTHAGE COLLEGE di Kenosha, Wisconsin, USA, metteva in servizio –probabilmente il 15 aprile 1983– sulla sua affrancatrice Pitney Bowes 323551, una serie di 11 affrancature meccaniche dedicate ad una storia precisa e documentata di Martin Lutero. La tiratura venne poi ripetuta su un'altra macchina PB, la 314795.

Martin Lutero 002

Che l'iniziativa non fosse speculativa lo dimostra il fatto che praticamente non è noto che sia stata fatta alcuna propaganda per farla conoscere e, quando ne facemmo richiesta, ci fu venduta ad un prezzo poco più che risibile rispetto ai tanti intrighi filatelici che abbiamo incontrato in tutti i tempi.

Qualche anno dopo lo stesso Carthage College metteva in uso un'altra affrancatura meccanica, sulla Pitney Bowes 323551, dedicata a San Tommaso Moro, statista e umanista, canonizzato nel 1935 ed alla sua famosa opera "Utopia". Pubblicata nel 1516, delineava uno stato ideale realizzato su basi comunistiche e retto dai princìpi della ragione nell'immaginaria isola di Utopia. È l'unica documentazione filatelica esistente su questo personaggio.

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DRIVE-IN BANKING

Nei primi anni del dopoguerra in Italia pensare anche solo al bancomat pareva fantascienza. Negli Stati Uniti, invece, si era già scatenata la battaglia per il "Drive-in banking", cioè la possibilità di eseguire tutte le operazioni bancarie di sportello senza bisogno di scendere dalla propria auto. Tutte le principali banche, a partire dalla mitica First National Bank mettevano in evidenza la praticità di questo servizio e l'efficienza con la quale lo svolgevano.

Chissà se qualcuno di quelli che ha versato milioni di dollari alla Lehman Brothers lo ha fatto stando seduto al volante o se si è messo in fila allo sportello.

Drive In Banking 002

MOET & CHANDON HA ANCHE UN MONASTERO

Oltre a vigneti che sono una miniera d'oro ... rinnovabile, la Moet & Chandon è anche proprietaria di un monastero. Ha quindi una sede privata per pregare il buon Dio che continui ad andargli così. Questa però è concorrenza sleale: la Comunità Europea dovrebbe intervenire assegnando almeno una cappelletta ai produttori di Bonarda.

Moet Chandon 002

SLOGAN PETROLIFERI

Il nostro Socio Pietro Mariani, noto specialista della tematica "Carburanti e Lubrificanti", ha presentato una interessante rassegna di A.M. americane riproducenti slogan sull'argomento.

Anche quando gli americani sfoggiavano automobili che sembravano incrociatori, avevano ben chiaro il concetto che la pacchia non poteva durare e che era opportuno cominciare ad abituarsi a risparmiare benzina. Anche le rosse sono state largamente usate per diffondere slogan di propaganda. Escludendo lo slogan di fig. 1, messo in uso in tempo di guerra, ne troviamo –in varie epoche– di quelli assai significativi. Vengono presentati senza alcun ordine di data, proprio per dimostrare che il concetto era ben radicato anche in tempi insospettabili, cioè quando tutti pensavano che per loro fare il pieno era uno scherzo.

continua...


CANE E GATTO

A suo tempo, BIANCHI e LEGNANO erano ai due estremi del mondo. Era come dire Coppi e Bartali: inconciliabili avversari. Poi il mondo cambia: la mitica fabbrica della BIANCHI, da Viale Abruzzi, a Milano, si trasferisce in un più modesto stabilimento a Treviglio, e diventa F.I.V. Edoardo Bianchi S.p.A., Fabbrica Italiana Velocipedi. Ma, incredibilmente fabbrica anche le biciclette Legnano, come risulta inconfondibilmente dalle diciture a stampa sulla busta che mostriamo. Altro che la caduta del muro di Berlino!

Cane E Gatto 002 Cane E Gatto 003


 
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