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L'AICAM HA COMPIUTO TRENT'ANNI Nei primi tre giorni di aprile 2011, nella nostra "casa" di Sasso Marconi, abbiamo celebrato, con grande festosità ed assai poca ufficialità, il nostro trentennale. È stata una concomitanza resa ancor più singolare dal fatto che ricorreva il 15° anniversario della continuativa presenza dell'AICAM a Sasso Marconi. Un eccellente rapporto di queste tre fitte giornate appare sul n. 59 di AICAM NEWS, che uscirà nella seconda parte di giugno, a firma di Paola Vezzil, che ha fatto una precisa ricostruzione di tutto quanto è stato visto, detto e fatto in quei tre giorni movimentati, che hanno visto la presenza di oltre 50 Soci, molti dei quali accompagnati, come al solito, dalle rispettive signore, che hanno ormai formato un affiatatissimo club, detto delle "Aicam Girls". Questo agguerrito gruppo si è ritagliato un suo spazio autonomo negli incontri sociali, cosicché le consorti non danno più l'impressione di essere solette ed abbandonate dai mariti immersi nei loro svaghi filatelici, ma si sono create il loro ambiente. Nel pomeriggio di venerdì 1° aprile i Soci presenti hanno avuto la fortunata possibilità di una accurata visita al Centro di Meccanizzazione Postale di Bologna, dove hanno potuto prendere visione dell'elevato livello di automazione con il quale viene trattato un volume sempre crescente di corrispondenza. Al mattino di sabato 2 aprile inaugurazione della Mostra, con oltre venti collezioni meccanofìle selezionate, che offrivano una panoramica assai esaustiva del settore, con contemporanea apertura del buffet a libero servizio, particolarità forse unica a livello mondiale in campo filatelico. Dopo il tradizionale pranzo a quello che noi chiamiamo ormai da una dozzina d'anni il "Ristorante delle crescentine", per la sua rinomata specialità, ai Prati di Mugnano, il pomeriggio del sabato è stato dedicato ad un visita turistica a Bologna, talmente apprezzata che si è tirato di lungo al punto che la comitiva è arrivata in ritardo al Santuario della Madonna di San Luca, dove il nostro Don Francesco doveva celebrare una Messa tutta per noi. La sera del sabato, ci attendeva un altro impegno particolare: per la ricorrenza del trentennale, l'AICAM offriva una sontuosa e pittoresca cena a tutti i Soci presenti, che affrontavano poi l'ultima fatica della giornata con una tombolata dove terni, quaterne, cinquine e tombole venivano scandite con sberle di parmigiano-reggiano, cotechini, mortadelle e terzi di prosciutto. Il dottor Balanzone e Mary Poppins ci hanno inaspettatamente onorati della loro visita portando simpatia e divertimento. Il clou delle celebrazioni si è avuto, naturalmente, nella mattinata di domenica 3 aprile, all'Assemblea Generale tenutasi nella bella sala consiliare di Sasso, che come sempre ci viene messa a disposizione. Eviteremo di citare i nomi di tutti quelli che hanno ricevuto un premio o un riconoscimento: li troverete tutti dettagliati nel sopra citato rapporto da leggere su AICAM NEWS. Ricordiamo solo la "laurea in meccanofilia" concessa a Nino Barberis, fondatore dell'AICAM, al quale è stata simbolicamente consegnata anche la "chiave della città". Noi non abbiamo, né cerchiamo, sponsor o mecenati, ma siamo orgogliosi di reggerci con le sole nostre forze, cioè con i proventi delle quote sociali. Era inevitabile che si discutesse l'opportunità di un aumento di tale quota: a stragrande maggioranza, sentiti anche vari pareri dell'uditorio, si decide tuttavia di lasciarla invariata anche per il prossimo anno: 30 Euro per i Soci italiani e 35 Euro per i Soci che risiedono all'estero. Durante i lavori dell'Assemblea si è riunito il Seggio elettorale per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo e a conclusione dei lavori vengono letti i risultati: per brevità diremo solo che il C.D. è stato confermato all'unanimità. Come premio alle fatiche della mattinata, c'è stato poi il "pranzo di gala" in un'altra delle nostre sedi tradizionali, anche questo secondo un rigido cerimoniale che comprendeva lo svolgimento della immancabile lotteria tra una portata e l'altra. C'erano premi meccanofìli e mangerecci per tutti: i premi più ambiti consistevano nei bozzetti originali di Biaggio Mazzeo, che sono serviti per il nostro specimen sul 150° dell'Unità d'Italia e nel "Gran Premio", costituito da un prosciutto, stavolta suddiviso in tre parti. Ma non era ancora finita: ci siamo poi trasferiti al Parco Guglielmo Marconi, nel centro cittadino, dove è stato posto a dimora l'"Albero dell'Amicizia", a ricordo di queste splendide giornate che hanno confermato i sentimenti di affetto e di amicizia che ci legano a Sasso Marconi da tanti anni. Giugno 2011 |
ROSSE E INDUSTRIA Da anni pubblichiamo su AICAM NEWS una rubrica, condotta da Franco Uccellari, che aggiorna sull'attività di questa o di quell'industria accompagnandola con una rossa. Incontra un grande favore perché è succinta, informativa e documentata. Il solo guaio è che, data la cadenza del nostro trimestrale, le notizie non sono più aggiornate. Questa, ad esempio, viene approntata il 6 aprile e si riferisce ad un fatto di questi giorni, ma verrà pubblicata chissà quando. L'imprenditore bolognese Michelangelo Manini, scomparso a cinquant'anni il 17 marzo, ha lasciato tutti i suoi beni, valutati a 1,7 miliardi di Euro, alla curia bolognese. Tra le sue attività c'era la FAAC, una società specializzata in soluzioni per l'automazione e il controllo degli accessi veicolari e pedonali, quelli che ci sono noti come "cancelli automatici": in questo comparto può essere considerata una dei leader mondiale. Non è mai successo ad un ente religioso di vedersi cadere addosso, concretamente, tanto ben di Dio.
La FAAC ha fatturato, nel 2011, 214 milioni, in crescita di 34 milioni rispetto all'anno precedente, con un utile di ben 38 milioni. Occupa 1055 dipendenti, in 12 stabilimenti produttivi in Europa; oltre 200 operano nella sede principale di Zola Predosa. Il suo programma di produzione si è ultimamente esteso anche alle barriere autostradali, agli accessi automatici per i supermercati, alle porte industriali. Negli anni '80 questa azienda divenne nota al grande pubblico per una indovinata pubblicità televisiva in cui un cancello metallico, sorvegliato da un leone, si apriva automaticamente per far passare una Ferrari. La Curia bolognese, in prima istanza, ha già dichiarato di non avere problemi per l'utilizzo di questa fortuna. A San Petronio c'è un cantiere di lavoro che lavora a rilento da anni, per mancanza di fondi; i portici di San Luca da anni richiedono interventi urgenti ed anche Santo Stefano richiede restauri non più rinviabili. Poi si vorrebbe potenziare la mensa per i poveri di Via Santa Caterina. Insomma: non c'è che l'imbarazzo per la distribuzione di questa generosa donazione. IL TERRORE DEI MECCANOFILI Le buste con finestra trasparente sono oggi di uso corrente nel comparto commerciale, nelle banche, nelle assicurazioni, ecc. Il progresso tecnologico ha fatto sì che il materiale della finestrina trasparente sia praticamente eterno: almeno così sembra, stando alla constatazione che anche su buste di una ventina d'anni fa non si riscontrano segni di deterioramento. Purtroppo con le buste di una volta non era così. Tutti noi meccanofili abbiamo avuto occasione di imbatterci in stupende affrancature che - date anche le impronte di dimensioni assai più grandi di quelle attuali - risultano irrimediabilmente rovinate perché il materiale della finestrella, originariamente trasparente, è venuto con il tempo ad assumere un colore marrone scuro. A parte il pessimo effetto estetico sul documento, quando l'impronta cade parzialmente sulla finestrella, è un autentico disastro. Mostriamo due impronte, una della SPA (un'azienda poi confluita nel Gruppo FIAT), la seconda della FIAT del periodo classico, dove parte delle scritte cadono sul bordo o nello spazio della finestrella, pure delimitato da una sciagurata cornice in blu, che rende completamente illeggibile parte delle scritte.
In una collezione tematica sull'automobile, migliaia di pregevoli impronte degli anni '30 e '40, faticosamente reperite, sono assolutamente inutilizzabili in collezione, anche se hanno potuto svolgere onestamente la loro funzione istituzionale, cioè di aver assolto la tariffa postale.
Questa frequente "disgrazia" ha contribuito a rendere rari certi pezzi, già di per sé stessi di scarsa reperibilità, rendendo ancor più ardua la ricerca. Un caso pratico: recentemente in una vendita on-line abbiamo visto aggiudicare ad un prezzo assai elevato una impronta degli anni '30 del "Caffè Cirio", proprio perché netta e pulita, mentre la si trova con facilità ed a buon prezzo se ci si accontenta di impronte disturbate da queste antiestetiche interferenze. Più che alla materia plastica delle "finestrelle" delle buste attuali i tecnici del settore esprimono delle riserve su ciò che sarà, con il tempo, dei vari tipi di autoadesivi oggi sempre più utilizzati non solo per la chiusura delle buste, ma anche per le TP Label e per gli stessi francobolli. Il plastificante che "mantiene morbido" l'adesivo ... non ha ancora dichiarato cosa intende fare con il tempo: si limiterà a seccare, rimanendo incolore, oppure diventerà scuro, e quanto? Filosoficamente potremmo concludere che abbiamo già tante grane (e grosse), oggi, che potremmo anche tralasciare di preoccuparci per le grane che si dovessero presentare ai filatelisti di domani. NUTRIRE IL PIANETA Com'è noto, il tema della EXPO 2015 di Milano è "Nutrire il pianeta - Energia per la vita", due argomenti sconfinati che sarebbero l'ideale per impostarci un serio programma di formazione nel campo della filatelia giovanile, per sensibilizzare i ragazzi su due dei problemi con i quali dovranno inevitabilmente confrontarsi negli anni della loro maturità. L'AICAM, che aveva recepito il concetto immediatamente, lo stesso giorno della sua enunciazione (un mese dopo organizzava già una prima esposizione sul tema) ha già un suo preciso programma di sensibilizzazione nei confronti dei suoi Soci e ancor prima della EXPO pensa di realizzare una seconda esposizione incentrata su questi due argomenti.
Recentemente si è tenuto a Milano un Convegno sul tema "Speculazione
sul cibo e beni alimentari", uno degli aspetti di una delle due tematiche della EXPO.
Secondo la FAO entro dieci anni il prezzo dei cereali aumenterà del 20% e quello della carne
del 30%. Provate ad immaginare l'effetto sul bilancio di una famiglia media occidentale, quando
ormai il potere d'acquisto della moneta è da tempo stagnante, se non in diminuzione.
Con le nostre modeste iniziative, valendoci delle rosse sull'argomento, noi vorremmo, nel nostro piccolo, contribuire a tener viva l'attenzione su questi enormi problemi che gravano sull'umanità come un macigno, al pari di quello dell'acqua, altro incubo che ci sovrasta, ma che continuiamo ... a prendere sotto gamba. FINTE AFFRANCATURE MECCANICHE Ci viene chiesto di esprimere il nostro parere su un gruppo di affrancature meccaniche evidentemente apposte a stampa e non per mezzo di una macchina affrancatrice. Poiché, come è noto, l'AICAM non ha problemi di Regolamenti e, di conseguenza, di accettabilità o meno di un certo prodotto in una collezione da competizione, la nostra opinione è solo una valutazione tecnica, che non ha nessuna intenzione di influenzare l'apprezzamento del materiale. A cavallo degli anni '50 non poche aziende che fruivano della "Spedizione in abbonamento postale" per invii in massa di circolari e di stampati, hanno avuto l'idea di utilizzare la stampigliatura per finalità promozionali dei loro prodotti, anziché limitarsi alla banale ed anonima stampigliatura di servizio delle Poste. Ne sono risultate anche impronte con un certo pregio grafico; in certi casi distinguibili da una vera e propria affrancatura meccanica solo dopo una attenta osservazione. NON sono affrancature meccaniche, questo è certo. Tuttavia esse rappresentano la documentazione effettiva di un servizio postale; quindi, se vogliamo, sono assai più "postali" di certi documenti filatelici approntati di favore, per i quali molti filatelisti anche seri ci fanno le bave. Per noi meccanofili non sono da penalizzare con discriminazioni di alcun genere. In una collezione di rosse presentata in una delle nostre esposizioni sarebbero accettate senza discussione. Nel nostro catalogo delle A.M. sull'olio di oliva ne vengono presentate ben sei della sola F.lli Carli. È ovvio che il collezionista recepirà lui stesso l'opportunità di indicare che non sono propriamente delle affrancature meccaniche. Considerato il numero di queste finte A.M. esistenti (si stima che non siano meno di una cinquantina) non è da escludere che qualcuno abbia già pensato di farne una collezioncina specializzata. Ci asteniamo dell'esprimere un parere circa l'accettabilità di pezzi del genere in una collezione tematica vera e propria, da giudicare secondo il Regolamento FIP. La nostra opinione si limita a puntualizzare che si tratta di pezzi indiscutibilmente "postali". Ne mostriamo alcuni, evidenziando che la Formenti, in due riprese, ha utilizzato lo stesso slogan ma con differente punzone.
IL PREZZO DELLE ROSSE Scherzosamente noi diciamo che le rosse non hanno prezzo. Anche se richiesti da più parti, abbiamo sempre cercato di evitare di fare valutazioni di qualsiasi genere: abbiamo più volte organizzato anche delle "Tavole Rotonde" con il titolo "QUANTO PUŅ VALERE UN'AFFRANCATURA MECCANICA?", non già per stabilire dei criteri di valutazione, ma per insegnare ai meccanofili a ragionare con la propria testa. Se certe rosse sono salite a cifre di valore significative, lo si deve alla loro effettiva rarità in rapporto alla domanda, non per una forzatura, magari subdola, proveniente da chi ha interessi commerciali. Abbiamo sempre voluto rimanere fuori da questo aspetto della faccenda. Ribadiamo che intendiamo continuare su questa strada. Le nostre pubblicazioni continueranno ad essere esclusivamente informative: se riferiranno qualche prezzo, viene fatto solo per soddisfare la curiosità. Con l'affidabilità che viene attribuita, in tutto il mondo, alle quotazioni dei cataloghi di francobolli, siamo più che mai convinti di aver fatto bene, già più di trent'anni fa, a decidere di stare alla larga. Sentite quanto dice il Bollettino d'Informazione del CIFO, l'Associazione dei Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari, in occasione dell'uscita dei nuovi cataloghi "... i prezzi, ahimè, sono cresciuti ancora, mentre il mercato reale dice che i commercianti comperano ... se comperano, tra il 5 e il 10% del prezzo di catalogo e vendono attorno al 20-25%. Da ingenui collezionisti ci domandiamo continuamente che senso ha essere trattati come bambini immaturi che non devono sapere e/o capire". SPORTIVE... COLORATE Da sempre due nostri Soci, Franco Uccellari e Nino Barberis, presentano su Phila-sport, il trimestrale della UICOS, Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi, emanazione del CONI, una rubrica di affrancature meccaniche sportive. Secondo una stima per difetto ne hanno già mostrate più di un migliaio. Siamo riusciti ad intercettarne in anteprima un gruppetto, ancora inedito, che ci fa piacere riprodurre per valorizzare la varietà dei colori con i quali sono state impresse. Ve ne sono anche alcune di tipo bicolore, argomento del quale non ci siamo mai occupati sul nostro sito ed al quale dedicheremo prossimamente un ritaglio di adeguata ampiezza. In 1 una A.M. francese che pubblicizza una marca di attrezzature per la pesca sportiva e, in 2, una vecchia impronta - in colore verde - di un suo concorrente americano, con un impegnativo cognome che già si è fatto strada in un altro comparto del tempo libero. La sponsorizzazione della "3M" per i Giochi Olimpici del 1988 è stata supportata in tutto il mondo anche con un massiccio impiego di "rosse" (3); una marca di equipaggiamenti per il badminton si avvale della A.M (4), mentre in (5) viene presentato l'analogo programma per il pattinaggio a rotelle.
(1)
(2)
(3)
(4)
(5) Chiudiamo con tre A.M. bicolori: quella olandese (6) è della Federazione Olandese di Tennis, mentre in (7) ne è mostrata una della Federazione Australiana di Arti Marziali e in (8) una, alquanto inconsueta, di un fabbricante di bocce in materiale sintetico.
(6)
(7)
(8) |
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pagina modificata il 08.05.2012