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NON C'È NATALE SENZA PANETTONE


Il più tipico dolce natalizio italiano è senza dubbio il panettone. Si deve dare atto ad Angelo Motta che è stato lui a rilanciarlo su scala nazionale ed internazionale, con una pubblicità battente ed efficace, anche con le affrancature meccaniche.

Negli anni '50 erano largamente in uso in Italia macchine affrancatrici della Hasler svizzera, mod. 66 e 88, che consentivano di eseguire delle impronte di dimensioni straordinarie. Motta ne utilizzò diverse, per la sua diversificata produzione (caffè, "Life Savers" - una caramella col buco, gelati, ecc.). Ma la più classica è rimasta questa che pubblicizza il panettone, evidenziando che "il panettone Motta non è un panettone, ma il panettone". In effetti questo marchio surclassò rapidamente quello di tutti i suoi concorrenti.

Panettone Motta

Indovinato fu anche il logo nel quale la sagoma del Duomo di Milano, intersecandosi con la "M" di Motta, ricordava la tipica forma del panettone milanese.

Un colpo da maestro fu infine la riesumazione di una vecchia leggenda sull’origine di questo dolce milanese, che - ripresentata in maniera suggestiva ed accattivante - contribuì ad accrescere la simpatia per questo prodotto che costituisce un vanto della tradizione dolciaria milanese.

Per noi meccanofili questa rossa costituisce un pezzo di rilievo. Nonostante il suo utilizzo postale pratico sia stato larghissimo, il ritrovamento di un’impronta del genere, in buone condizioni di inchiostrazione e di conservazione del documento, è tutt’altro che agevole, a comprova che non si tratta di una artificiosa creazione ad uso e consumo dei collezionisti, ma di un genuino documento postale, usato per affrancare le lettere e non già predestinato a finire in un classificatore o in un album, come la maggior parte dei francobolli e degli annulli del giorno d’oggi.


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