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> L'APPROFONDIMENTO

MISTERIOSE MARCHE DI AFFRANCATURE MECCANICHE


Può sembrare incredibile, ma solo dopo quarant’anni dalla sua entrata in servizio i meccanofili hanno scoperto l'esistenza di una macchina targata Pegasus, che le nostre Poste avevano autorizzato, nel 1953, per la vendita o il noleggio da parte della Ditta F.lli Rossini di Milano. Si era scoperto anche un Bollettino Ufficiale delle Poste, datato settembre 1954, nel quale si segnalava che una affrancatrice di quella marca era stata acquistata dalla A.I.P., Azionaria Italiana di Pubblicità, Milano.

Con questa "dritta" è stato possibile condurre una ricerca mirata ed infatti, dopo pochi mesi, è stata rinvenuta un'impronta della A.I.P., di caratteristiche inconfondibili: ci sono almeno sette elementi che la contraddistinguono da quelle di tutte le altre macchine.

Della Pegasus risulta essere stata venduta una sola macchina, per la quale sono note due impronte differenti. Le poche rinvenute portano le date 1956-57.

pegasus

Questo è il caso di una macchina "misteriosa", ma per la quale è stato possibile trovare l'effettiva documentazione postale. C'è poi il caso di una macchina ancor più misteriosa.

Dal Bollettino delle Poste n.29/1965 apprendiamo che, nel mese di agosto di quell'anno, la Ditta F.A. Montalbano di Milano ha venduto alla S.n.C. M.T.C. di Alfredo e Amos Tragni di Meda la macchina Satas mod. Baby, con numero di matricola 101393.

Di quella macchina conosciamo tutte le caratteristiche tecniche, ma nessuno è mai riuscito a mettere le mani su un'impronta della M.T.C.; del resto quella risulta essere la sola macchina di quel tipo venduta in Italia.

Il caso è quindi ancor più intricato: sappiamo che l'impronta ci dovrebbe essere, ma nessuno l’ha mai vista.

Dove poi siamo nel buio più totale è per una macchina che porta la marca Augusta, per la quale esisterebbe una autorizzazione concessa con D.M. del 03.05.1939, citata dalla "Rassegna P.T." delle Poste, n.11/1939, pag. 844. Questo accenno non trova conferma da nessuna altra parte: non c'è traccia che sia mai stata venduta una macchina con quel marchio e quindi qualsiasi ricerca postuma non saprebbe da che parte iniziare.

Abbiamo voluto ricordare questi tre casi, uno più misterioso dell'altro, solo per evidenziare quanto sia coinvolgente la ricostruzione della storia dell'affrancatura meccanica in Italia. Del resto abbiamo visto che anche la prima affrancatura ufficialmente usata in Italia per una quindicina di giorni a partire dal 26 giugno 1927 presenta aspetti di non facile caratterizzazione, tanto che il testo di una conversazione sull'argomento, contenuto nella Pubblicazione AICAM n. 332, reca il titolo "Si tinge di giallo la prima 'rossa' italiana".


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