UTOPIA
Tranquilli! Non ci stiamo convertendo alla filosofia né vogliamo dimostrarci più acculturati di quel poco che siamo.
Semplicemente abbiamo scoperto su una rossa, in grande spolvero, la parola "utopia". Si dice così anche in inglese; in francese ed in tedesco è "utopie". È stato il pretesto per andare a cercare informazioni su questo Sir Thomas More e ne è venuta fuori un'ondata di notizie che sicuramente sono note a molti, ma sconosciute almeno ad altrettanti. È singolare però che la motivazione per la ricerca sia venuta proprio da una modesta affrancatura meccanica, il che conferma che è giusta l'affermazione che "le rosse fanno cultura", cara al primo Presidente dell'AICAM, Dario Barbieri.
L'A.M. qui mostrata è del Carthage College di Kenosha nel Wisconsin e ricorda San Tommaso Moro, statista e umanista inglese, che fu - tra l'altro - cancelliere di Enrico VIII e che fu da questi fatto decapitare nel 1535 poiché si rifiutò di aderire allo scisma. Fu canonizzato nel 1935 da Pio XI.
Quanto a "utopia", era il titolo dell'opera la lui pubblicata nel 1516, nella quale si delineava uno stato ideale realizzato su basi comunistiche e retto dai principi della ragione, nell'immaginaria isola di Utopia. Quel termine divenne sinonimo di cosa irrealizzabile nella pratica.
Quando le rosse diventano un pretesto culturale, esprimono il massimo della loro potenzialità e giustificano la loro reputazione nel mondo del collezionismo. Non sono una semplice raccolta di affrancature, ma come una continua proposta di motivazioni per allargare le proprie conoscenze. L'esempio di "utopia" è emblematico.
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