MAPPA DEL SITO
> L'APPROFONDIMENTO

IL FUNGO CINESE


I vecchi ricordano una follia collettiva degli anni cinquanta: il fungo cinese. Era un repellente vegetale molliccio, che stava costantemente immerso in una vaschetta di acqua; quest'acqua veniva bevuta (da chi ne aveva il coraggio) e si diceva che avesse proprietà taumaturgiche, più che terapeutiche, contro i principali malanni che affliggevano (e affliggono) l'umanità. Poi la moda passò, dopo poco più di un anno, e del fungo cinese non si parlò più.

Mi è venuta in mente la storia del fungo cinese quando ho visto, in una grossa offerta di materiale tematico al non indifferente prezzo base di 40 Euro, una A.M. datata 1929 della Melantrich cecoslovacca. Nella descrizione si dice che ha per soggetto un fungo: per anni questa credenza ha fatto sì che questa A.M. sia stata sempre strapagata e che tutti i collezionisti della tematica micologica le hanno sempre dato la caccia, ritenendola addirittura più rara, anche se meno vistosa, della famosa "Semena".

Oramai però è noto che questa A.M. della Melantrich non c'entra niente con i funghi e quindi, dal punto di vista tematico scivola nel limbo di un tema secondario dove, oltre tutto, non ha nemmeno una particolare significatività.

Melantrich

La scoperta l’ha fatta un grande specialista italiano del tema ''Funghi", Annibale Rota, che ne aveva fornito una documentata notizia già un paio d'anni fa sul periodico dell’AICAM. La Melantrich è una azienda tipografico-editrice e quello che è stato ritenuto un fungo (anzi, due) è semplicemente una simbologia del sistema di stampa.

Una A.M. della Melantrich in una collezione micologica, quindi, c'entrerebbe come i cavoli a merenda, anzi, sarebbe un palese errore che, se scoperto da un giurato attento porterebbe ad una grave svalutazione sia per le conoscenze tematiche che per quelle filateliche.


pagina precedente / pagina seguente