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TERMINI IMERESE: L'AICAM AVEVA PREVISTO CHE SAREBBE FINITA COSÌ!


La faccenda è seria; cerchiamo di prenderla dal solo lato che può far sorridere.

Trentadue anni fa l'AICAM aveva già visto che nello stabilimento FIAT di Termini Imerese qualcosa non andava. Le conseguenze drammatiche si sono evidenziate decenni dopo, ma se si fosse stati attenti ai dettagli già dall'inizio, forse non si sarebbe arrivati a questo punto.

Già nel 1979 la gestione dello stabilimento doveva trovarsi in gravissima crisi di liquidità, tanto che mancavano i soldi per acquistare una boccetta d'inchiostro per la macchina affrancatrice. La collezione sociale "Il museo degli orrori", realizzata nel 1981, dimostra con chiara evidenza che per tre anni la macchina ha funzionato praticamente ... a secco.

Naturalmente la cosa è messa su un piano scherzoso. Nel testo della collezione si dice: "Negli anni dal 1979 al 1981 la zona settentrionale della Sicilia soffrì di una siccità di inchiostro di dimensioni bibliche. Ne soffrì in particolare l'affrancatrice dello stabilimento di Termini Imerese della FIAT, che rimase a secco per quasi tre anni, affrancando ... in albino".

La realtà può essere stata questa. O si è trattato di uno scagnozzo menefreghista, mai controllato da nessuno, che si limitava a far girare la macchina senza badare a quello che faceva; o/e di suoi superiori che non hanno mai dato seguito alle sue implorazioni di comprargli una boccettina di inchiostro; o/e degli addetti dell'ufficio postale di appoggio che non controllavano niente. Le disposizioni sull'uso delle macchine affrancatici dicevano che l'importo di affrancatura deve risultare ben chiaro e leggibile. In tutti i casi mostrati di tutta l'impronta non è leggibile un bel niente.

Termini Imerese 002

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