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> L'APPROFONDIMENTO

IL TEMPO DELLE SCOPERTE


Quando fondammo l'AICAM, oltre trent'anni fa, si partì proprio da zero, anche se le rosse, in Italia, erano in uso già da oltre mezzo secolo. Semplicemente, nessuno si era mai preoccupato di studiarle. L'unico testo di riferimento era "Introduzione alle affrancature meccaniche", un "Quaderno" che Nino Barberis aveva redatto per l'UNAFNE nel 1978: vi si diceva tutto quanto era stato fatto fino ad allora, cercando di ricostruire la storia dell'introduzione delle rosse in Italia e di dare un tentativo di classificazione ai vari tipi di punzoni.

Si era rilevato che uno dei punzoni meno comuni era quello delle macchine Postalia, di fabbricazione tedesca, che erano commercializzate in Italia dalla LIRMA, a sua volta costruttrice di macchine affrancatrici. Nel punzone si rilevavano quattro cerchietti bianchi; si intuì a buon senso - poiché non era facile imbattersi in una di quelle macchine, scarsamente diffuse sul mercato - che si trattava delle cavità per l'alloggiamento della testa delle viti che consentivano il fissaggio del punzone al corpo della macchina.

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Fig. 1

Ma se l'impronta di questo punzone (Fig. 1) era poco frequente, addirittura una rarità era quella di Fig. 2, che battezzammo "impronta digitale" (questa definizione è entrata stabilmente nel nostro gergo).

Scoperte 003
Fig. 2

Tutti i punzoni italiani furono poi diligentemente catalogati da Alberto Montepagano e Giulio Tagliati nella Pubblicazione AICAM n. 128 che fu fondamentale per anni e che oggi è stata incorporata, ampliata ed aggiornata nella Pubblicazione n. 344. I due punzoni citati recano rispettivamente i nn. 15 e 15c.

Non si è mai capito perché i punzoni di stato, semplici pezzi di ferramenta, siano sempre stati forniti dalla Zecca dello Stato, con una complicazione burocratica che sicuramente non ha mai procurato il minimo profitto alle Poste, mentre sarebbe stato assai più semplice lasciarli fabbricare dagli stessi costruttori delle macchine affrancatrici, facendo pagare loro un "fisso" all'atto del collaudo di ogni macchina.

Trovare oggi una affrancatura con il punzone digitale è una vera casualità. Non la si può considerare una vera e propria rarità, ma si stima che non siano state più di una dozzina le macchine che hanno montato questo tipo di punzone veramente inconsueto.


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