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L'ANEDDOTICA DEL CIOCCOLATO


Il nostro Presidente Paolo Padova ha realizzato una collezione sul Cioccolato che può ritenersi un riuscito esempio di meccanofilia tematica, una nuova specializzazione che noi italiani ci vantiamo di aver inventato. Pur valendosi solo delle rosse è riuscito a raccontare in dettaglio la storia del cacao e della sua evoluzione in prodotti che oggi sono diventati fondamentali nella nostra alimentazione. In particolare ha documentato l'affermazione dell'industria del cioccolato in vari Paesi (un posto importante è occupato anche dall'Italia), nonché lo sviluppo di specialità, come le praline, i gianduiotti, i "baci"; addirittura del Toblerone e della Nutella.

Pur valendosi solo delle affrancature meccaniche, quindi, ha saputo mettere insieme una storia coinvolgente, divertente e - diremmo - anche gustosa, nella quale è notevole anche la parte aneddotica. Vogliamo riassumere quella che riguarda il maggior produttore americano di cioccolato, Nel 1895 Milton Hershey era già un grosso produttore di caramelle e, prevedendo un futuro per il cioccolato, aprì in Pennsylvania un primo stabilimento per la sua produzione.

Cioccolato 002

Nel 1903 fece costruire, per i suoi operai, una piccola città, che fu chiamata Hershey e che crebbe fino a diventare la "città del cioccolato". Le vie principali sono chiamate "East Chocolate Avenue" e "Cocoa Avenue", mentre le strade alberate hanno preso il nome di luoghi in cui cresce il cacao.

Cioccolato 003

Nella seconda guerra mondiale arrivò a produrre un miliardo di barrette di cioccolato per le truppe statunitensi. Nel 1923 un suo dipendente, H.B. Reese decise di mettersi in proprio e divenne a sua volta un gigante: la Hershey, nel 1953, ne acquistò l'azienda per l'incredibile somma di 23,5 milioni di dollari.

Il segreto di collezioni di questo genere è quello di uscire dalla fredda "tecnologia filatelica" per entrare in maniera gradevole anche nell'informazione spicciola, rendendo divertente e formativa la consultazione anche per i non addetti ai lavori.


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