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PURCHÉ SIA IL ROSSO...


Quando Ford lanciò la sua automobile modello "T", la prima vettura popolare del mondo, l'accompagnò con lo slogan "I clienti possono scegliere tutti i colori che vogliono, purché il colore sia il nero". Le poste italiane hanno fatto praticamente lo stesso quando introdussero, nel 1927, le macchine affrancatrici: "potete usare tutti i colori che volete, purché sia il rosso".

Bisogna dire che hanno sempre fatto rigorosamente rispettare, agli utenti privati, questa prescrizione, permettendosi tuttavia non poche eccezioni per le proprie macchine da sportello.

Tra le prime collezioni iscritte alla esposizione di collezioni "12 fogli" che si terrà nel 2014 a Sasso Marconi, ne abbiamo notata una, originalissima, dove l'Autore è riuscito a mettere insieme le poche affrancature private diverse dal rosso, scoperte in decenni di rilevamenti.

Una impronta veramente eccezionale, se non unica è questa datata 1941, dal Comune di Livorno, con affrancatura in blu.

Livorno Blu 002

Poiché la nostra curiosità di filatelisti è ormai nota a tutti, siamo andati a grufolare nel contenuto del documento. Si tratta dell'attestazione di residenza di due ragazze, sorelle, provenienti da un altro Comune, che avevano trovato lavoro come domestiche in una famiglia di Livorno. In bella evidenza è dichiarato che entrambe sono di razza ariana. Viene spontaneo domandarsi: se non fossero state di razzia ariana, la loro richiesta di residenza nel Comune di Livorno sarebbe stata accettata? E la famiglia livornese le avrebbe ugualmente accolte? Anche solo meditando su questi due interrogativi, tutte le beghe che tormentano questa nostra "vita democratica" attuale sono rose e fiori.


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