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> L'APPROFONDIMENTO

POSTATARGET CREATIVA


Nella gibigiana di novità che sono state introdotte in questi ultimi anni nel servizio postale, noi filatelisti cerchiamo, naturalmente, di trovare qualcosa che meriti di essere collezionato. Alle Poste, per contro, il solo articolo che interessa filatelicamente è il francobollo, attorno al quale gira una barca di soldi, per tacere degli altri ammennicoli che nulla hanno di postale.

Quando è stato inventato il POSTATARGET noi meccanofili abbiamo subito alzato le orecchie. Ci sembrava una soluzione che offriva un'attrattiva estetica ed informativa meritevole di attenzione.

Purtroppo la delusione è stata grossa. Dopo una sfuriata iniziale che prometteva qualche pezzo interessante, anche questi "segni postali" sono diventati banali e senza più nessuna connotazione che giustificasse una ragione per collezionarli. Dobbiamo dire per equità, che anche gli utenti hanno fatto la loro parte nel rendere insignificante questa iniziativa, attraente nelle sue intenzioni. Prendete ad esempio questo PostaTarget salesiano. Ridotta così, la vignetta è assolutamente inefficace. Se invece si fosse riprodotto anche il testo che compare nell'intestazione della busta, essa sarebbe stata completa e descrittiva, quanto un vero francobollo.

PostaTarget Creative 002 PostaTarget Creative 003

Così come abbiamo accettato le TP Label, brutte da morire, come materiale collezionabile, noi filatelisti siamo pronti a prendere in considerazione, per il nostro hobby, qualsiasi soluzione che le Poste decidano sia utile per i conti pubblici e per un servizio migliore. Ci permettiamo però di essere critici quando siamo messi di fronte a soluzioni mal realizzate come questa del PostaTarget, o alla miriade di errori e di incongruenze che continuiamo a trovare nelle stampigliature delle TP Label.


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