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L'ALBERO DEL CACAO


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Il grande botanico Linneo nel 1723 diede il nome botanico di "Theobroma Cacao" ad una pianta sempreverde originaria della grande foresta equatoriale del Centro e Sud America, tra 20 latitudine nord e 20 latitudine sud: l'albero del cacao.


 
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L'albero del cacao, alto tra 5 e 10 metri, è molto delicato: abbisogna di un caldo umido con temperature tra i 24 e 28 C; soffre il vento e si sviluppa all'ombra di piante più alte per godere dell'umidità e del riparo dalla luce diretta.


 
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Piantagione di alberi del cacao (figurina Liebig del 1929)

 

L'albero del cacao produce dai 20 ai 50 frutti che spuntano direttamente dal tronco o dalle biforcazioni dei rami principali, chiamati cabossidi, grandi come una barbabietola da zucchero, di forma bislunga e del peso di circa 500 grammi, che contengono da 20 a 50 semi ovali, le fave di cacao.


 
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Cabosside aperto con fave di cacao (figurina Liebig del 1929)

 

Il significato di Theobroma è "Cibo degli dei" e, come tale era già stato riconosciuto dai Maya e dagli Aztechi che ci hanno tramandato il nome di "cacauatl". I Maya già lo coltivavano attorno all'anno 400 in Messico, dove realizzarono le prime piantagioni che si conoscono. Utilizzavano le fave di cacao per preparare una bevanda molto nutriente, chiamata "Xocolatl", nome dal quale deriva l'attuale cioccolato e le consideravano talmente preziose al punto di utilizzarle come mezzo di pagamento.


 
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Albero del cacao con i cabossidi da una tavola di farmacopea azteca (seconda metà del secolo XVI)

 

Gli Aztechi ripresero alla lettera queste abitudini quando conquistarono il Messico nel 12 secolo: i medici stregoni aztechi scoprirono anche nel cacao virtù medicinali.


 
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