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SPEEDMASTER OMEGA: L'OROLOGIO CHE ANDÒ SULLA LUNA


Paolo Padova

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Nella storia dell'esplorazione spaziale un ruolo rilevante ha assunto l'orologio, necessario per controllare tutte le attività che dovevano svolgere gli astronauti.


 
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Già Jurij Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio nel 1961, regolava le sue azioni in orbita guardando il proprio cronografo e così hanno fatto i cosmonauti americani Scott Carpenter, Wally Schirra e Gordon Cooper, ma ancora si trattava di scelte soprattutto personali.


 
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Solo nel 1962 la Nasa riteneva opportuno che, oltre agli strumenti del cruscotto della navicella, gli astronauti dovessero avere al polso un cronografo "ufficiale" estremamente accurato, leggibile, resistente e affidabile che permettesse loro di calcolare l'esatto momento in cui accendere i retrorazzi ed iniziare la manovra di discesa, in caso di guasti agli apparati della navicella o ad interruzioni delle comunicazioni con il centro di controllo di Houston.


 
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Venivano quindi selezionati tre modelli di cronografi (Longines, Omega e Rolex) per i test finali comprendenti alte compressioni e improvvise decompressioni, prove d'urto, di accelerazione e di umidità relativa.


 
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La scelta cadeva sull'Omega Speedmaster che, da quel momento, diventava il cronografo ufficiale degli astronauti della Nasa.


 
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Se ne sarebbe servito Edward White nel 1965 per controllare la tempistica della sua passeggiata spaziale intorno alla capsula Gemini 4 e, soprattutto, Edwin Aldrin, il 20 luglio 1969 durante la sua camminata sulla luna, di cui quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario.


 
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Se questo è stato il momento più memorabile per l'Omega Speedmaster, il più cruciale è legato all'Apollo XIII, quando salvava la vita agli astronauti che rischiavano di perdersi nello spazio a causa di un guasto tecnico che già non aveva reso possibile l'allunaggio e non permetteva di programmare le manovre necessarie per il ritorno sulla terra. Solo grazie al cronografo James Lovel, Jack Swigert e Fred Haise hanno potuto calcolare i tempi di uscita dall'orbita e tornare a casa sani e salvi.


 
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Omega Speedmaster (Smithsonian Museum Air and Space)

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