LO STRANO CASO DI LECCE
Le affrancature meccaniche offrono talvolta impensabili spunti di interesse. Queste due rosse del 1943, a prima vista, sembra non abbiano alcuna particolare caratteristica, ma ad un attento esame si prestano invece ad osservazioni coinvolgenti.
Entrambe hanno i fascetti scalpellati nel punzone di stato; è stato scalpellato anche il fascetto centrale dello stemma e neutralizzato l’anno dell’era fascista nel datario. Eppure si tratta ancora di un periodo nel quale il fascismo era regolarmente al potere: la scalpellatura, semmai, sarebbe stata giustificata dopo il 25 luglio 1943.
Esaminando l’interno dei documenti si rileva però che in entrambi i casi si trattava del 1945 e non del 1943.
È impensabile supporre che la macchina abbia lavorato per due anni senza che nessuno si accorgesse dell’errore. Stando alle cifre indicate nel numeratore (in alto al centro), avrebbe affrancato diverse centinaia di lettere al giorno.
Cercando di costruire un’ipotesi sostenibile siamo arrivati a mettere insieme questo scenario. È pensabile che la macchina affrancatrice del Consorzio Agrario Provinciale possa essere stata danneggiata durante uno dei tanti bombardamenti, o che comunque si sia guastata: ad esempio che il dischetto indicatore dell’anno sia rimasto bloccato sul "3" di 1943. Il fornitore della macchina era ubicato a Milano e sicuramente per tutto quel periodo non ci fu alcuna possibilità di intervento. Così si andò avanti ad utilizzare la macchina affrancatrice sempre con l’anno 1943, pur avendo nel frattempo provveduto con mezzi di fortuna (come risulta evidente) alla eliminazione di tutta la simbologia fascista. È un'ipotesi plausibile, che potrebbe trovare conferma se fosse possibile il ritrovamento di altra documentazione del periodo.
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