MAPPA DEL SITO
> L'APPROFONDIMENTO

L'AICAM AL IV COLLOQUIO DI STORIA POSTALE A PRATO


a cura di Enrico Bertazzoli

Il 24 febbraio 2007 a Prato, si è tenuto il "IV colloquio di storia postale", organizzato dall’Istituto di Studi Storici Postali, presso la propria prestigiosa sede di Palazzo Datini.

La nostra Associazione, che era stata invitata a partecipare con un intervento sul tema: "Lo sviluppo dell’affrancatura meccanica", ha delegato Enrico Bertazzoli a presentare una relazione abilmente delineata da Nino Barberis.

Sentiamo quanto in proposito ci ha riferito il relatore:
"Il mio compito è stato facile, perché Nino aveva già tracciato in tre fitte pagine dattiloscritte, il discorso che si poteva fare sulla storia dell’affrancatura meccanica in Italia, nel ridottissimo tempo a disposizione dei dieci oratori che si sarebbero alternati a parlare a Prato nella mattinata destinata al "IV colloquio di storia postale".

Prato Impronta del 1.1.44 della macchina affrancatrice Sima n. 1747 del Comune di Prato entrata in funzione nel 1940. L’affrancatura dimostra che il 1° gennaio 1944 al Comune si lavorava e che dopo 5 mesi dalla caduta del fascismo, nell’impronta erano ancora presenti i fasci nel punzone di stato e nello stemma, e l’era fascista nella data.

Partendo dalla scoperta, relativamente recente, che l’invenzione della prima macchina affrancatrice (brevettata negli Stati Uniti nel 1896), è stata opera dell’italiano Detalmo Savorgnan di Brazzà, e non del Norvegese Uchermann, come si credeva, si è messo in evidenza che nel 2007 ricorre l’ottantesimo anniversario dell’introduzione in Italia dell’affrancatura meccanica, che è iniziata il 26 giugno 1927 a Bologna in occasione delle Esposizioni Riunite del Littoriale, grazie ad una macchina Francotyp modello A di fabbricazione tedesca, distribuita in Italia dalla società Audion.

Le prime case ad ottenere l’autorizzazione "a noleggiare e vendere macchine per la francatura della corrispondenza", oltre l’Audion già citata, furono l’Hasler (svizzera), l’Universal (inglese) e l’italiana Sima, ma le macchine di queste case, erano a valori fissi, contrariamente a quelle della Francotyp, che era l’unica marca che consentiva d’impostare qualsiasi valore d’affrancatura occorresse.

Dopo le prime macchine, ne furono autorizzate altre col passare degli anni, come Micropost, Postitalia e Astro costruite in Italia dalla Audion su licenza Francotyp. Tutte quelle finora citate hanno prodotto le affrancature che noi meccanofili chiamiamo classiche, che comprendono le impronte fino ai primi anni cinquanta.

Nel dopoguerra entrano nel nostro mercato delle affrancatrici due nuovi costruttori italiani Lirma e Steiner, nonché la Francopost, sia con modelli propri che con quelli della Frama svizzera, la tedesca Postalia, l’inglese Roneo-Neopost e l’americana Pitney Bowes, la maggiore costruttrice mondiale di macchine affrancatrici. Si è poi scoperto dopo quarant’anni dell’esistenza di una macchina Pegasus, mentre non si è mai trovata traccia della macchina Satas francese, unica venduta sul mercato italiano.

Attualmente sono rimaste sul mercato italiano soltanto Neopost, Audion, Pitney Bowes e Francopost, mentre il parco macchine esistente in Italia è stimato attorno alle 60-70.000 unità, oltre quelle in dotazione ai 14.000 uffici postali.

Il futuro delle macchine in dotazione a privati prevede il loro collegamento in linea con le poste, e il cambio di colore delle impronte che passerà dal rosso al blu, per una migliore lettura da parte dei dispositivi automatici di "lavorazione" della corrispondenza.

Per quanto riguarda la nostra Associazione ed il collezionismo di affrancature meccaniche, le centinaia di migliaia di impronte differenti prodotte in 80 anni, ci assicurano ancora molti anni di studio e di divertimento, senza il rischio di cadere nella ripetitività.

La relazione è stata corredata dalla proiezione a tutto schermo a mezzo computer, di una ventina d’immagini dei documenti più significativi del settore, compreso il decreto d’autorizzazione della prima macchina Francotyp, la prima affrancatura in assoluto, un confronto tra i vari punzoni di stato che si sono succeduti nel tempo, e qualche affrancatura di rilievo per la sua rarità o per il suo aspetto estetico."


pagina precedente / pagina seguente