CURIOSITÀ DALLA SVIZZERA
I numeri sono numeri, ma in Svizzera hanno un significato differente. Nelle affrancature meccaniche italiane, come in quelle di tutti gli altri Paesi, il numero che si legge nel punzone è - praticamente - il numero di matricola della macchina.
In Svizzera non è così. Quel numero contraddistingue l’utente; in altre parole, ogni utilizzatore di macchina affrancatrice è "schedato" e gli viene attribuito un numero, che conserva per tutta la vita. Può cambiare la sua macchina, o averne in uso più di una: tutte avranno sempre lo stesso numero nel punzone.
Non pochi collezionisti, non conoscendo questo dettaglio della regolamentazione postale svizzera, si sono sorpresi di vedere ad anni di distanza ripetuto lo stesso numero su impronte completamente differenti. Qui vediamo, ad esempio, il n. 470 utilizzato su quattro successive macchine Hasler, ma sempre in dotazione allo stesso utente. Nel 1960 la macchina è una F22, nel 1974 è una F88, modello che ritroviamo nel 1976 ma con un nuovo punzone. Infine, nel 1985, la macchina è una "Mailmaster" a quattro valori: il numero è invariato.
Un'altra particolarità tipica della Svizzera è la possibilità di farsi affrancare delle buste dagli uffici postali e poi imbucarle normalmente nelle cassette per le lettere, per l'inoltro. In questo caso esse vengono "lavorate" come se fossero lettere affrancate con un francobollo e vi viene apposto il normale annullo postale.
Il sistema è in uso da moltissimi anni; si può richiedere l'affrancatura con qualsiasi valore. Se necessario, l’affrancatura può essere integrata con un "francobollo automatico" o con nominali francobolli. Il quantitativo minimo di buste per le quali si può richiedere l’affrancatura è di 250 pezzi; le Poste non richiedono alcun sovrapprezzo per questo servizio.
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