COMUNICATO STAMPA DEL 29 SETTEMBRE 2003
Dopo cent'anni la verità
La macchina affrancatrice? È italiana!
Si deve al conte friulano Detalmo Savorgnàn di Brazzà (fratello di Pietro, esploratore in Africa centrale) la prima macchina realmente impiegata al posto dei francobolli. Le prove rinvenute solo nel 1998, ma ora Nino Barberis, dopo ulteriori ricerche, ha ricostruito l'intera vicenda
Milano (29 Settembre 2003) - Colpo di scena nella storia
della meccanofilia: il primo ideatore sarebbe italiano, il conte Detalmo
Savorgnàn di Brazzà. E solo oggi, dopo oltre un secolo da quei fatti,
si scopre la verità.
"Finora - ammette il presidente dell'AICAM, Paolo Padova - si riteneva che
l'inventore della macchina affrancatrice fosse stato un norvegese, Karl Uchermann,
il quale progettò i primi modelli, costruiti e commercializzati dalla Krag
nel 1903. A dirla tutta, c'erano tracce di un brevetto statunitense in epoca
precedente e di altre iniziative, ma non si era mai vista una impronta effettivamente
usata per posta".
Fu solo alla esposizione filatelica "Pacific '98" che
venne scoperta una raccomandata affrancata utilizzando un sistema particolare, fino
a quel momento sconosciuto.
I documenti successivamente ritrovati (giornali dell'epoca, gli originali del
brevetto, una fotografia del costruttore accanto alla sua macchina) hanno dato un
nome ed un cognome all'inventore, che risponde appunto a quello del nobile italiano.
A firmare la ricerca è il redattore di AICAM News, Nino Barberis, aiutato dal
presidente del Circolo Filatelico Sandanielese, Gastone Jervasutti. Insieme hanno
ricostruito la storia di Detalmo Savorgnàn di Brazzà.
Vissuto tra il suo Friuli e gli Stati Uniti, aveva un fratello ben più
famoso, quel Pietro Savorgnàn di Brazzà che, su incarico del governo
francese, esplorò prima il Gabon, poi la regione tra l'Ogooué ed il
Congo, consolidando il dominio coloniale di Parigi. Fondò Brazzaville, che
prese il suo nome e fa diretto riferimento al paesino friulano dal quale è
originaria la famiglia. Per tutto questo è rappresentato in diversi
francobolli, ad esempio quelli di Gabon degli anni Trenta.
Ma torniamo alla meccanofilia: la vicenda è ora pubblicata
sul numero unico realizzato per "Filsanda", la manifestazione filatelica
organizzata ogni anno a San Daniele del Friuli. Il saggio, firmato da Nino Barberis,
si struttura in dieci pagine: rievoca la vita del conte Detalmo, ma si sofferma
anche sui particolari della invenzione, illustrando la macchina originaria e
descrivendone il funzionamento.
Su iniziativa congiunta dell'AICAM e degli organizzatori di "Filsanda"
è stata poi approntata una cartolina commemorativa, il cui bozzetto è
dovuto all'artista brasiliano di origini italiane Biagio Mazzeo, che si è
ispirato ad una delle pochissime fotografie esistenti di questo personaggio. La
stessa immagine è ripresa dall'annullo speciale impiegato contemporaneamente
nella cittadina.
Copia dell'articolo può essere richieste alla segreteria dell'AICAM (presso Renato Morandi, via Umberto I 106, 21040 Cislago VA), allegando 2,00 euro in francobolli a rimborso delle spese di fotocopiatura e postali.
Servizio stampa e comunicazione: Fabio Bonacina
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