COMUNICATO STAMPA DEL 27 MARZO 2007
Meccanofili a confronto sul valore delle rosse
Si è svolta a Sasso Marconi, durante la due giorni meccanofila del 24-25 marzo, la tavola rotonda "Quanto può valere un’affrancatura meccanica?". Gli interventi in sintesi
Milano (27 marzo 2007) – Quanto può valere
un’affrancatura meccanica? A domandarselo sono stati gli esperti dell’Associazione
Italiana Collezionisti di Affrancature Meccaniche. Nella "due giorni"
svoltasi a Sasso Marconi (Bologna) lo scorso fine settimana hanno organizzato,
sull’argomento, una tavola rotonda, ospitata nella sala consiliare del Comune.
"L'incontro –spiega il presidente dell’AICAM, Paolo Padova- si è
svolto a ben diciassette anni di distanza dal precedente. Il suo obiettivo non era di
trovare una risposta in termini monetari, ma di esaminare in maniera realistica la
situazione del mercato per definire i fattori che concorrono a determinare questo
valore, qualunque esso sia. In altre parole, volevamo stimolare i collezionisti di
rosse a ragionare con la propria testa, attraverso un rapido processo di analisi e di
sintesi".
I testi integrali delle relazioni e degli interventi successivi saranno raccolti
in una pubblicazione AICAM che verrà realizzata entro i tempi tecnici più
contenuti.
L’incontro si è aperto con una prolusione di Nino Barberis che, in qualità di conduttore e moderatore, ha insistito sul fondamentale concetto del rapporto "domanda-offerta". L'aumento della richiesta da parte degli appassionati ha portato inevitabilmente ad un aumento dei prezzi, anche in funzione della scarsezza di certo materiale. La dichiarata prevalenza dei collezionisti tematici ha poi determinato un plusvalore per materiale di questo tipo.
Ed è proprio sulla meccanofilia tematica che si è concentrato Paolo Padova, sottolineando il crescente assottigliamento dell'offerta di materiale adatto nonché il processo perverso dei "prezzi ad hoc". In un ambiente commerciale ristretto com’è questo, c'è infatti il pericolo che chi possiede un certo pezzo ed ha nozione dell'esistenza di uno o pochi collezionisti ai quali interessa in maniera particolare, tenda a gonfiare il costo in maniera artificiosa ed esagerata. È lo stesso collezionista che deve evitare di cadere nella trappola, per non diventare corresponsabile di un sistematico deterioramento della situazione.
Enrico Bertazzoli si è invece soffermato sul periodo considerato classico, cioè dall’anteguerra al 1950. Ormai, il mercato riconosce una validità generica a questo materiale, anche se pochi operatori hanno nozioni specifiche sul suo valore relativo. Questo spiega perché capita di riscontrare proposte a prezzi difficilmente sostenibili con la logica. Il fattore "anzianità" quindi, accanto all'interesse tematico, ha una grande rilevanza sul valore che il mercato attribuisce ad un certo documento.
L'esperienza internazionale di Maurizio Amato, presente con una certa frequenza a convegni commerciali all'estero, gli ha consentito di confermare che in Europa (e quindi non solo in Italia) il materiale tematico sconta mediamente prezzi più elevati, certe volte con punte eccessive. Si trovano ancora delle proposte di lotti, anche se qualche volta risultano già depurati dei pezzi più meritevoli. Ogni tanto vengono a galla archivi di costruttori di macchine oppure specimen, talvolta discutibili, di materiale inviato a suo tempo all'Unione Postale Universale.
Ezio Gorretta, infine, si è concentrato sul commercio on-line e in particolare di eBay, che occuperà in futuro uno spazio sempre più importante anche nei mercato delle rosse. Ha sottolineato le oscillazioni di prezzo che si possono incontrare, ma soprattutto la possibilità di scovare materiale ancora sconosciuto.
Dopo ciascuna relazione è stato lasciato spazio al pubblico per gli interventi, che hanno consentito di trattare anche argomenti imprevisti e casi specifici.
Servizio stampa e comunicazione: Fabio Bonacina
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