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COMUNICATO STAMPA DEL 10 MARZO 2008


È genovese la più bella. Seguono due siciliane

Il collegio giudicante ha scelto: la più bella è l’affrancatura meccanica utilizzata per il bollettino del santuario ligure intitolato alla Madonna della Guardia. Il risultato è stato raggiunto durante la "due giorni" di Sasso Marconi

Milano (10 marzo 2008) – La Madonna della Guardia, o meglio il bollettino del santuario genovese che porta il suo nome, è il protagonista dell’affrancatura meccanica italiana considerata la più bella di tutti i tempi. Piuttosto semplice nel disegno (offre il complesso religioso ed i monti che gli fanno da sfondo), senza dubbio risulta molto curata nei dettagli: si vedono distintamente le nuvole, la vegetazione, le finestre, il crocefisso posto sopra l’ingresso e ancora altri particolari.

1° al concorso

È questo l’esito del percorso che ha portato l’Associazione Italiana Collezionisti di Affrancature Meccaniche a chiedersi prima e a individuare poi quale fosse la più attraente "rossa" dal 1927 (anno di introduzione del servizio) ad oggi.

"Nei mesi scorsi -spiega il presidente del sodalizio, Paolo Padova- abbiamo coinvolto gli iscritti per fare mente locale e individuare le impronte meritevoli. Questa prima selezione ha portato a raccoglierne oltre 150, del passato ma anche attuali, frutto dell’abilità, della passione e della precisione che gli operatori hanno saputo mostrare. Alcune, in effetti, sono dei veri e propri capolavori di cui il mittente (industrie, enti, società commerciali...) andava orgoglioso; erano, insomma, degli eleganti biglietti da visita".

Il Consiglio Direttivo dell’AICAM ha scremato le candidature, riducendone il numero. A Sasso Marconi, durante la "due giorni" svoltasi sabato e domenica, sono arrivate le prime 20. Si voleva esprimere un giudizio non collezionistico, magari basato sull’argomento trattato o sulla rarità. "Per questo, abbiano coinvolto le sedici signore presenti alla nostra manifestazione, chiedendo loro solo un giudizio estetico. Di scegliere, quindi, la più bella".

Al secondo posto è arrivata l’impronta firmata, negli anni Sessanta, dall’Ente Provinciale del Turismo di Messina, che offre una panoramica della città e porto.

2° al concorso

Ancora siciliana e praticamente coeva è la terza, diffusa dal "concorrente" Ente turistico di Catania, i cui elementi caratterizzanti sono il vulcano, le navi, le vacanze per ogni stagione. "A riprova della loro appariscenza -conclude Paolo Padova- occorre rivelare che anche la selezione precedente, svolta dal Consiglio Direttivo, era arrivata a conclusioni molto simili".

3° al concorso

Diversa è la quarta classificata: è del Lanificio di Vaiano, azienda pratese che la impiegava negli anni Quaranta. In questo caso sono raffigurate quattro donne dai tratti somatici differenti che, evidentemente, apprezzano la bontà delle merci promosse.

4° al concorso

Le impronte più gettonate verranno raccolte in una pubblicazione speciale, curata dall’AICAM.


Servizio stampa e comunicazione: Fabio Bonacina

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