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ultimo aggiornamento:
23 giugno 2022

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IL PERCHÉ DEL NOSTRO SUCCESSO

L'AICAM ha compiuto 40 anni vita, non è associata alla Federazione fra le Società Filateliche Italiane (la meccanofilia non è compresa fra la specializzazioni filateliche previste dalla FIP), non è nel giro della filatelia ufficiale e quindi non ha una grande visibilità. Eppure, per numero di Soci, è la terza per importanza fra le Associazioni Filateliche nazionali. Una delle ragioni la fornisce Fabio Bonacina riferendo un suo colloquio con il Presidente dell'AICAM, Paolo Padova.

"All'interno del settore filatelico l'AICAM rappresenta una realtà di nicchia. Non esiste un mercato vero e proprio in quanto il valore economico del materiale è, in genere, assai limitato, addirittura "zero" per il materiale moderno ed attuale, tanto che in tutti gli incontri dell'AICAM è in programma una "riunione di scambi", nella quale ognuno porta del materiale che viene messo a libera disposizione di tutti ed ognuno può liberamente prelevare quello che vuole dal materiale recato dai Consoci. Se qualcuno trova un'affrancatura riguardante il calcio, e sa che sto lavorando su quell'argomento, me la tiene da parte, ed io faccio lo stesso per gli altri." Parole di Paolo Padova. "È partendo da questa base che si è generato un rapporto concatenato di collaborazione e di amicizia che fa dell'AICAM una associazione unica per quanto riguarda lo spirito societario, tanto che fra i Soci si parla di famiglia AICAM."

È sintomatico il fatto che quando un Socio, che non è mai stato presente prima ad un nostro incontro, ha occasione di stare con noi per la prima volta, ci ritorna, rimpiangendo di non averlo mai fatto prima. E questo spiega il perché dell'elevato numero di Soci presenti ad ogni nostro incontro, anche se non vi è esposizione a concorso o convegno commerciale.

Anche le Gentili Signore, da anni, si sono ritagliate un loro spazio: si è formato un affiatato gruppo –da noi scherzosamente chiamato delle "AICAM GIRLS"– che durante i nostri incontri si gestisce in maniera autonoma, mentre è presente in maniera compatta quando ci si ritrova a tavola o nei diversivi extra-filatelici che non mancano mai nei nostri programmi.

Gennaio 2022

 

NUOVA TP LABEL?

La cortesia del Socio Mario Pozzati ci ha fatto pervenire questa immagine di una TP Label che si direbbe nuova. Ve la mostriamo sia con tutto il documento che "raddrizzata" e ingrandita per una migliore lettura.

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Mario Pozzati ha aggiunto: "Ho telefonato a Caserta e la signora che mi ha risposto ha capito subito quale era la macchina. Mi ha detto che era appena arrivata e che sono quelle nuove che stanno mandando adesso. Ho chiesto se si vedeva una marca, un costruttore o qualcos'altro, ma mi ha detto che vedeva solo una scritta con "custom", che secondo me non è la marca ma forse qualcosa relativo all'assistenza..." Vedremo se ci sono ulteriori notizie. Possiamo solo notare che le dimensioni sono maggiori delle precedenti TP Label e questo potrebbe essere per poter utilizzare le stesse etichette delle macchine da sportello "blu", e che la tariffa è a zero pur essendo una raccomandata poiché è spedita dalle Poste e le Poste non pagano. È servita solo per registrare la raccomandata. Buona caccia.

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ESPOSIZIONE FILATELICO-TEMATICA

"ROSSIGLIONE 2022"

(comunicati n.1 e 2)

L'AICAM (Associazione Italiana Collezionisti Affrancature Meccaniche) in occasione del suo 40º di fondazione, con l'adesione del CIFT (Centro Italiano Filatelia Tematica) e dell'UICOS (Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi, associazione benemerita del CONI), in collaborazione con il Gruppo Operatori Economici di Rossiglione, promuove una Mostra Filatelico-Tematica denominata "Rossiglione 2022". L'esposizione, non competitiva, ma ad invito, presenterà 36 collezioni su varie tematiche, dallo sport alla storia, dall'alimentazione alla natura: diverse di queste collezioni hanno già partecipato con notevole successo a concorsi internazionali. A cura dell'UICOS saranno messi in mostra rari cimeli sportivi olimpici.

La manifestazione si svolgerà il 3 e 4 settembre 2022 presso la "Ferriera" di Rossiglione, grande struttura espositiva gentilmente messa a disposizione dalla locale Amministrazione Comunale.

All'interno della mostra funzionerà un ufficio postale distaccato, dotato di annullo speciale a soggetto sportivo offerto dall'UICOS, mentre saranno disponibili targhette postali e cartoline filateliche commemorative realizzate dall'AICAM. Fra le varie pubblicazioni edite per l'occasione vi sarà un volume che raccoglierà le immagini più significative delle collezioni esposte ed un repertorio/catalogo riproducente alcuni fra gli oggetti più interessanti presenti nel locale Museo Passa-Tempo.

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Esempio di impronta di affrancatura meccanica: questa rara affrancatura venne utilizzata dal Santuario Genovese della Madonna della Guardia negli anni '30 e '40 per la spedizione del proprio Bollettino.

PROGRAMMA

Sabato 3 settembre 2022
ore 9.00 - Apertura mostra e ufficio postale distaccato con due annulli speciali
ore 10.00 - Inaugurazione ufficiale mostra
ore 14.00 - Chiusura mostra
ore 15.00 - Incontro con atleta paralimpico Francesco Bocciardo (Cinema-Teatro Municipale)
ore 17.00 - Apertura mostra
ore 22.00 - Chiusura mostra

Domenica 4 settembre 2022
ore 9.00 - Santa Messa celebrata da don Francesco De Simone in ricordo di Nino Barberis e dei Soci AICAM, CIFT, UICOS
ore 10.00 - Apertura mostra
ore 18.00 - Chiusura mostra
Durante l'intera giornata saranno organizzate visite guidate al locale Museo Passa-Tempo.

All'interno della struttura che ospita la mostra funzionerà un ristorante con piatti tipici locali a disposizione di tutti i visitatori con il seguente orario:
sabato 3 settembre ore 12 - 14 ore 19 - 21
domenica 4 settembre ore 12 - 14

Nei due giorni in cui sarà aperta l'esposizione filatelica nel piazzale antistante la struttura che ospita la manifestazione si terrà una mostra-mercato dei produttori del Consorzio dei Comuni delle Valli Stura, Orba e Leira (Campo Ligure, Masone, Rossiglione, Tiglieto e Mele).

I cinque paesi facenti parte del Consorzio offrono tutti interessanti possibilità di visita: Abbazia Cistercense (Tiglieto), Museo Nazionale della Filigrana (Campo Ligure), Museo del Ferro (Masone), Museo della Carta (Mele), Museo Passa-Tempo (Rossiglione). Campo Ligure fa parte dell'associazione dei "Borghi più belli d'Italia" e i centri storici dei tre paesi della Valle Stura presentano tutti significativi motivi di interesse storico-artistico.

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Esempio di affrancatura meccanica: questa impronta venne utilizzata dalla ditta AUTOVOX di Roma, famosa negli anni '60/'80 per la produzione di autoradio, e figurerà nel repertorio/catalogo del Museo Passa-Tempo, pubblicato in occasione della manifestazione di Rossiglione.

2022: L'ANNO DELLA SPERANZA

Paolo Padova

Cari Amici,

dopo il Notiziario numero 100, che ha riscosso unanime apprezzamento anche al di fuori della nostra Associazione, eccomi a presentarvi il 101 e segnalarvi, per sommi capi, quanto vorremmo realizzare nel 2022.

Nello scorso anno il Covid ha proseguito a giocare un ruolo importante nella nostra vita associativa costringendoci, come già sapete, per la seconda volta a rinviare tutte le manifestazioni programmate.

Siamo riusciti a ritrovarci almeno per il nostro annuale congresso in occasione di una manifestazione organizzata a Sasso Marconi dal locale Circolo Filatelico-Numismatico "Guglielmo Marconi" e dall'Associazione Italiana Collezionisti di Etichette di Vini, grazie al nostro socio Valiano Moretto, che ci ha messo in contatto con l'AICEV, e alla consueta disponibilità del Circolo emiliano.

Il 2022 si preannuncia, per l'AICAM, particolarmente significativo: festeggeremo, anche se con un anno di ritardo, il compimento dei nostri primi quarant'anni di vita sociale e, nei nostri intendimenti, vorremmo rimanesse un anno "memorabile".

Se la nostra Associazione, al di là delle inevitabili e dolorose perdite che la vita porta con sé, riesce a mantenere un significativo numero di Soci aderenti, questo lo dobbiamo a quel particolare spirito di amicizia e solidarietà con cui è stata improntata dal nostro fondatore, Nino Barberis, e che ci sforziamo di mantenere vivo come nostro peculiare elemento.

Nel nome proprio di Nino abbiamo riprogrammato a settembre la grande manifestazione "ROSSIGLIONE 2022", cui parteciperanno anche le nostre consorelle CIFT e UICOS, e alla quale stiamo lavorando da tempo.

Il nostro programma per il 2022 comprende, però, altre due manifestazioni: il 2 e 3 aprile ci ritroveremo a Sasso Marconi, dove terremo una mostra sul tema eno-gastronomico, mentre a giugno celebreremo il nostro 40º congresso a Palazzolo sull'Oglio.

Nel corso di queste manifestazioni vedrà la luce anche il nostro ricco programma editoriale dell'anno che ricalcherà in buona parte quello previsto per l'anno passato.

Aicam News continuerà ad uscire regolarmente, ma i numeri concomitanti con le suddette manifestazioni saranno "speciali", sia per l'ampiezza che per i contenuti. Inoltre, proprio per lasciare memoria dei nostri 40 anni, sarà edita una corposa pubblicazione curata da Manlio De Min, che raccoglierà la cronaca dell'ultimo quindicennio. Questa permetterà ai vecchi Soci di ripercorrere momenti significativi della nostra vita sociale ed ai "nuovi" di conoscere meglio la "nostra storia".

Altre due pubblicazioni particolarmente impegnative usciranno in occasione di "Rossiglione 2022": un riassunto di tutte le 36 collezioni esposte e un repertorio del locale Museo Passa-Tempo, illustrato con le affrancature meccaniche.

Come vedete il programma è davvero "pieno": non mi resta che augurarmi di incontrarVi numerosi durante le manifestazioni.


SFATATO IL MITO DELLE FORMICHE STAKANOVISTE

Rosella Padova

Per la cultura popolare le formiche sono considerate insetti laboriosi, da sempre immolati sull'altare della produttività, ma non è così!

Gli entomologi Anna Dornhaus e Daniel Charbonneau dell'Università della Arizona di Tucson hanno analizzato una colonia di formiche allevate in laboratorio, le hanno isolate per due settimane e hanno ripreso i loro movimenti con telecamere ad alta definizione per cinque minuti per sei volte al giorno.

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Dopo aver contrassegnato con colorazioni specifiche diversi esemplari, gli studiosi hanno innanzitutto potuto determinare il ruolo di ciascuno di essi: gli inattivi, ovvero i pigri che non fanno assolutamente nulla o quasi; i camminatori che vagano continuamente intorno al nido; i foraggeri che raccolgono cibo e proteggono l'entrata del nido con piccole rocce e infine le "infermiere", che in pratica si dedicano all'allevamento ed alla cura degli altri esemplari verificando, quindi, che solo il 60% dei membri di una colonia di formiche svolge un'attività "lavorativa" costante o "part-time" e che, incredibilmente, il 40% sta sempre in ozio.

 
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Per capire il ruolo di queste formiche inattive, i ricercatori sono ricorsi ad una serie di esperimenti: dapprima hanno rimosso il 20% degli esemplari attivi per capire cosa sarebbe successo all'interno di una colonia, e hanno così osservato che nel giro di una settimana essi sono stati tutti rimpiazzati dagli inattivi. Successivamente hanno levato gli inattivi, scoprendo che a due settimane dalla rimozione non vi è stato alcun rimpiazzo.

 

Ciò ha portato ad ipotizzare che i membri oziosi siano una vera e propria forza di lavoro di riserva indispensabile per rimpiazzare eventuali perdite, ma che nell'organizzazione sociale della colonia non abbiano la stessa rilevanza delle altre posizioni.

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STOCK: BRINDISI, CONSOLAZIONI E... BERLUSCONI

Lorenzo Oliveri

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Negli anni '70 la domenica pomeriggio eravamo tutti incollati alla radio per seguire "Tutto il calcio minuto per minuto", da apparecchi fissi o dai primi transistor, e alla fine delle partite scattava il ritornello: "Se la squadra del vostro cuore ha vinto, brindate con Stock 84, se ha perso consolatevi con Stock 84...".

 

Già da diversi decenni la Stock aveva puntato buona parte della sua pubblicità sul calcio: erano stati realizzati per i bar dei tabelloni specifici che segnalavano al pubblico (specie ai numerosissimi giocatori del Totocalcio) gli incontri della domenica e le classifiche di serie A e B.

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Parecchi anche gli spot presentati dal mitico "Carosello", dalla canzonetta "Stock Stock Stock tutti bevono Stock Stock Stock tutti chiedono Stock Stock Stock e pretendono Stock Stock Stock il vecchio brandy Stock" fino al "Il signore sì che se ne intende!": in quest'ultimo compare per la prima volta in televisione Silvio Berlusconi.

 
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Lasciati questi "ricordi di gioventù", passo a descrivere, per sommi capi, la storia di questa eccellenza italiana, che in verità nasce austriaca, essendo stata fondata da Lionello Stock nel 1884 a Trieste, allora facente parte dell'Impero asburgico, dove, insieme all'amico Carlo Camis, apre una "distilleria di vino a vapore" e mette in commercio lo "Stock Cognac Medicinal".

 

Confermando per l'ennesima volta la validità dei proverbi latini (in questo case "mors tua, vita mea"), quando la peronospora nel 1885 distrusse quasi completamente le viti francesi (da noi arriverà alcuni anni dopo), la Stock distillò enormi quantità di vini bianchi friulani, vendendoli alle ditte francesi della Charente, che poi li facevano passare per Cognac. Solo una convenzione italo-francese del 1948 stabilì che il termine Cognac fosse riservato ai distillati della citata regione d'Oltralpe, mentre per tutti gli altri valeva il termine Brandy. Ricordo che già Mussolini, nella sua furia di italianizzazione dei nomi, su proposta di D'Annunzio aveva sostituito il nome francese con un improbabile "Arzente"...

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Dopo la Prima Guerra Mondiale la Stock, già molto affermata come produttrice di distillati, diventa a tutti gli effetti una ditta italiana e mette in commercio quello che diventerà il suo principale cavallo di battaglia, il "1884 Cognac Fine Champagne", che nel 1955 è costretto a cambiare etichetta in "Brandy Stock 84".

Nel periodo fra le due guerre la società apre stabilimenti in diversi Paesi esteri, soprattutto nell'Europa Orientale (Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria...).

Interessanti le vicende della grande distilleria di Plzen Bozkov, sequestrata durante l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia, in quanto proprietà di famiglia ebraica, semidistrutta e poi, al termine del conflitto, restituita ai proprietari originari, per essere nel giro di tre anni nazionalizzata dal regime comunista cecoslovacco.

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Successivamente, con la caduta del "Muro di Berlino", negli anni '90, l'azienda ritornò ancora nelle mani della famiglia Stock e sarà proprio in quella fabbrica che la ditta, ormai denominata "Stock Spirits Group", lasciata Trieste, concluderà la sua lunga storia.

Alla fine dell'ultima guerra, nonostante le distruzioni di stabilimenti e le persecuzioni razziste subite anche in Italia dalla famiglia (alcuni membri vissero per lungo tempo a Sansepolcro, dove avevano una distilleria, nascosti presso la canonica di don Duilio Mengozzi, che verrà poi insignito del titolo di "Giusto fra le Nazioni"), la Stock in breve tempo ritorna ad essere una delle più importanti industrie mondiali nella produzione di distillati. Oltre ai sopracitati stabilimenti, ne apre altri in America e in alcuni Paesi dell'Africa Mediterranea: vengono messi in commercio numerosi altri prodotti, alcuni rimasti ben impressi nella memoria collettiva italiana, dalla "Grappa Julia" al "Limoncé".

Dopo tanti successi, come numerose altre eccellenze italiane, nel maggio 1995 la Stock viene acquistata da una ditta straniera, la tedesca "Eckes A.G.", leader nel proprio paese nel campo dei liquori e dei succhi di frutta.

Nel 2007, seguendo il solito copione, è ceduta a una finanziaria americana, la "Oaktree Capital Management". Nel 2009 la sede legale della società viene spostata da Trieste a Milano e nel 2012 l'intera filiera produttiva è trasferita nella Repubblica Ceca, portando alla chiusura definitiva di tutti gli stabilimenti italiani. Della gloriosa azienda rimarrà ormai solo il nome (dato che fa mercato!) nella nuova denominazione quotata in borsa a Londra: "Stock Spirits Group".

 
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L'UNIVERSAL 5: LA MACCHINA "PIÙ RARA" DELLA MECCANOFILIA CLASSICA ITALIANA

Nel 1927, anno di inizio del sistema di affrancatura meccanica in Italia, erano quattro le case costruttrici o importatrici autorizzate alla vendita: Francotyp, Hasler, SIMA e Universal, quest'ultima oggetto di queste note.

La "Universal 5" era un modello di macchina affrancatrice di costruzione inglese, del tipo a valori fissi, che veniva importata e commercializzata in Italia dalla Ditta De Giovanni di Milano.

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Rarissimo Specimen presentato dalla Universal inglese al Ministero delle Comunicazioni nel 1926. Il punzone norvegese dimostra che lo specimen è stato messo insieme di fortuna.

 

Il riconoscimento delle impronte di questo modello è abbastanza agevole anche per il collezionista neofita.

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Il punzone era quello classico del Regno d'Italia, con i suoi due fascetti laterali e con la virgola sistemata prima dei decimali. La macchina era corredata da cinque punzoni di stato (da qui deriva il suo nome) che venivano scelti dall'utente, secondo le tariffe postali da lui più utilizzate, tra i quindici disponibili. Questo punzone era comune agli altri due modelli di A.M. a valori fissi in uso a quei tempi nel nostro Paese: la SIMA 8 e la Hasler.
Il datario era del tipo a cerchio semplice, con il consueto asterisco stellare a cinque punte in basso, del diametro standard di 23 mm e la indicazione del mese in numeri romani il che rappresenta la caratteristica principale di riconoscimento di questa macchina: infatti solo la Hasler indicava il mese in numeri romani ma il cerchio era doppio.
Il nominativo dell'utente era posto, su tre o più righe, all'estremità sinistra dell'impronta ed era molto distanziato dal datario situato in posizione centrale. Ne derivava una impronta molto lunga, tra i 130 e i 140 mm, che, anche da sola, basterebbe a classificarla inequivocabilmente.

Come tutte le macchine a valori fissi anche la Universal 5 era in grado, con la manovra di due leve, di imprimere sia due impronte complete sulla corrispondenza sia di completare il valore di affrancatura necessario alla spedizione, applicando un secondo punzone di stato, senza il datario e il nominativo dell'utente, a fianco o sotto l'affrancatura precedente.

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Se, quindi, è abbastanza agevole riconoscere le impronte apposte dalla Universal 5, discorso di tutt'altro tipo è quello di riuscire a reperirle presso i canali di rifornimento che ogni meccanofilo ha a disposizione, tenuto conto del limitato numero di utenti e del breve periodo di utilizzo.

La storia della diffusione di questo modello in Italia appare molto strana. Nel primo elenco ufficiale italiano degli enti autorizzati a fare uso di macchine affrancatrici (vedi "Rivista delle Comunicazioni" N. XII del 15.6.1927) su un numero totale di 38 utenti ben 8 erano quelli che avevano optato per la Universal 5 che, in tal modo, occupava una fetta di mercato superiore al 20%.

Gli utenti in possesso di tale macchina nel 1927 erano:

  • a Firenze Credito Toscano
  • a Genova American Express Company
  • a Milano Banca Piccolo Credito Novarese
  • a Milano Confeder. Gen. Bancaria Fascista
  • a Napoli Soc. Gen. Conserve Alimentari Cirio
  • a Novara Banca Piccolo Credito Novarese
  • a Roma Ditta Marinelli Alvaro
  • a Siena Monte dei Paschi
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Il primo aggiornamento di questo elenco, al 1.5.1928, fa scendere paurosamente in termini percentuali la diffusione di questa affrancatrice fra gli utenti nazionali: su un totale di 180 la presenza della Universal 5 è limitata a soli 10 utilizzatori, vale a dire poco più del 5%!

In questo secondo elenco scompaiono la Banca del Piccolo Credito Novarese, sia a Milano che a Novara, e la Ditta Marinelli Alvaro a Roma, mentre l'American Express Company scompare da Genova per apparire a Roma. I nuovi utenti segnalati sono:

  • a Milano Giornale "Il Sole"
  • a Milano Mutuo Sindacato Nazion. Assicuraz. Infortuni
  • a Milano Consiglio Provinciale dell'Economia
  • a Milano Banco di Sicilia
  • a Roma Consorzio Italiano Banche Regionali
  • a Roma American Express Company
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Non risulta, invece, riportata su questo elenco la variazione, effettuata sull'unica Universal 5 installata a Firenze, della denominazione societaria da Credito Toscano a Banca Toscana.

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Nell'aggiornamento successivo del 1.7.1929 la diffusione di questo modello scende ancora in picchiata, nonostante venga segnalato un nuovo acquirente: la Banca di Calabria filiale di Napoli. Su 495 utenti solo 8 rimangono in possesso di questa affrancatrice.

In quest'ultimo elenco si può inoltre rilevare che due utenti, il Banco di Sicilia di Milano e la Soc. Cirio di Napoli, hanno sostituito la loro Universal 5 con una Francotyp modello A e tutto ciò fa pensare che probabilmente questa affrancatrice non si sia rivelata funzionale per le esigenze del mercato italiano, contrariamente al successo incontrato all'estero.

Infatti nel nuovo elenco del 31.1.1931 scompaiono tutte le macchine installate a Roma ed il concessionario milanese dell'Universal utilizza una affrancatrice di questo tipo con la denominazione ditta De Giovanni, forse nel tentativo di rilancio commerciale. In questo aggiornamento, però, sono riportate solo sei Universal 5!

Nel nuovo elenco del 1.6.1932 compaiono solo tre Universal 5: a Firenze la Banca Toscana, che rinunzierà nel 1936, a Milano il Consiglio Provinciale dell'Economia, che rimarrà in elenco fino al 1934, e il giornale "II Sole", che sarà l'ultimo ad alzare bandiera bianca nel 1940. A questi tre si aggiunge l'ultimo nuovo utente di questo modello, l'Associazione Tecnica Bancaria Italiana, la quale utilizzerà la sua macchina fino al 1934.

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Ad oggi non è stato possibile rintracciare le impronte di 6 delle 17 macchine Universal autorizzate: la caccia è aperta.


 
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