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DOCUMENTI STORICI DELLA MECCANOFILIA ITALIANA



In questi ultimi tempi è stato rilevato un crescente interesse da parte dei meccanofili per saperne di più sui primordi dell'adozione del sistema di affrancatura meccanica della corrispondenza nel nostro Paese. Si vogliono conoscere disposizioni, si vogliono conoscere le caratteristiche delle prime macchine usate sul nostro mercato; in altre parole, ci si vuole documentare su tutto ciò che è stato alla base di questa epocale innovazione nella storia della posta.

L'AICAM dispone nel suo archivio di una vasta documentazione in proposito: basta dare una scorsa al "Catalogo delle Pubblicazioni" per trovare riferimenti di vario genere che possono soddisfare tutte le domande.

Una pubblicazione che ha dovuto essere recentemente ristampata proprio per una impennata di richiesta è la 156 "DOCUMENTI STORICI DELLA MECCANOFILIA ITALIANA" (30 pagine; 3,80 Euro) che presenta una documentazione oggi assolutamente introvabile, come i cataloghi dei più popolari modelli di macchine affrancatrici introdotti sul nostro mercato nel 1927 e le disposizioni ufficiali del Ministero delle Comunicazioni che hanno sancito l'utilizzo di queste macchine.

È curioso rilevare che, come già era stato fatto decenni prima negli Stati Uniti, quando furono presentate le prime macchine affrancatrici, un punto assai importante su cui si poneva l'accento era la possibilità di ridurre o di eliminare i furtarelli di francobolli da parte degli addetti alla spedizione della corrispondenza. "ATTENZIONE! In tutto il mondo i francobolli scappano troppo facilmente" è uno slogan che viene ripetuto sui pieghevoli del più noto fabbricante di macchine affrancatrici dell'epoca.

Fortunatamente l'affermazione del sistema di affrancatura meccanico della corrispondenza si è verificata per motivazioni tecniche ed economiche ben più vistose. La documentazione dell'epoca offre comunque uno spaccato della situazione, unitamente alle caratteristiche delle macchine allora disponibili, che contribuiscono alla formazione dei meccanofili che vogliono avere una visione d'assieme del periodo pionieristico delle rosse.

1. Affrancatrice "Francotyp" mod. A, di costruzione tedesca. Fu una delle prime macchine ad essere vendute sul mercato italiano, nel 1927. Era disponibile sia in versione manuale sia elettrica e poteva affrancare a valori componibili.

2. Affrancatrice "Sima 8" a valori fissi. È stata la prima macchina di progettazione e di costruzione interamente italiana, introdotta anch'essa nel 1927. Ad azionamento manuale, poteva affrancare solo con punzoni di valore fisso, corrispondenti alle tariffe più utilizzate.


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