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SCORPORATE DA AICAM NEWS LE "TP LABEL"



Tutti sanno cosa sono le TP Label: sono quelle brutte etichette nere fornite dalle macchinette Olivetti-Tecnost che nell'ultimo anno hanno invaso tutti gli uffici postali italiani. Interessano i filatelisti in genere perché sono francobolli, interessano i marcofili ed i meccanofili perché forniscono - "insieme" - francobollo ed annullo, unitamente a tutte le diavolerie cibernetiche per "processare" automaticamente i plichi postali.

Su AICAM News siamo stati i primi a dare notizia della loro introduzione e siamo stati i primi a trattarne con una certa continuità. Su A/N 24 le TP Label hanno occupato sei pagine; su A/N 25 altre cinque pagine; su A/N 26 avrebbero richiesto 10-12 pagine, cioè un quinto dello spazio totale. Secondo i nostri rilievi i Soci che se ne interessano seriamente sono il 25-30%: non ci sembrava razionale sottrarre uno spazio così ampio alle informazioni di interesse più generale, molte delle quali rischiano di andare in ritardo proprio per carenza di spazio. Abbiamo quindi deciso di scorporare le TP Label e di farne una pubblicazione separata, la cui cadenza sarà dettata dalla piega che esse prenderanno nell'interesse dei collezionisti.

In contemporanea con il n. 26 di AICAM News, che porta la data di aprile 2003 e che sarà mandato in spedizione entro la prima decade di marzo, uscirà la Pubblicazione AICAM n. 256, di 12 pagine, che sarà il primo numero dedicato interamente a questo argomento. Sarà inviata a tutti i richiedenti (siano essi Soci AICAM o no) dietro invio di Euro 2,00 in francobolli, a rimborso delle spese vive di fotocopiatura e postali.

Una curiosa anticipazione del contenuto di questa pubblicazione. Il Consocio Matteo Merla ha effettuato un controllo sui 1900 pezzi (tutti di uffici differenti) della sua collezione per accertare il difetto, più o meno accentuato, del quadretto del "data matrix" tagliato a sinistra. Questa anomalia è la più comune tra le molte che si riscontrano sulle TP Label, tanto che non fa più notizia. Fa notizia, invece, la quantificazione della sua entità.

Il difetto è uniformemente distribuito: non ci sono regioni o province nelle quali è più frequente che in altre, e nemmeno è costante. Macchine che ieri ci fornivano un'impronta col quadretto tagliato oggi ce lo danno perfetto, e viceversa.

TPlabel

Un'idea più immediata di questi tagli ce la può dare il numero di CAP che è posto in posizione stabile sotto al data matrix e di conseguenza subisce le stesse mutilazioni. Riferendosi a questo particolare, Matteo Merla ha riscontrato che nel 30,6% delle impronte manca completamente o parzialmente la prima cifra del CAP, per poi scendere gradualmente all'1,6% nelle quali questo numero è completamente assente e, in qualche caso, come si può rilevare dal secondo esempio riportato, viene pure mozzato il nome della località.

TPlabel troncata

Nove Soci AICAM hanno dato la loro collaborazione a questa pubblicazione che avrà come titolo "La saga delle TP Label": lo stesso che aveva la rubrica pubblicata sui nn. 24 e 25 di AICAM News.


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