AFFRANCATURE MECCANICHE "FASCISTE"
Già oltre vent'anni fa l'AICAM aveva cominciato ad evidenziare l'interesse delle affrancature meccaniche del periodo fascista, che costituiscono l'ossatura "classica" della nostra specializzazione.
Con le rosse è però possibile tracciare una storia ben documentata della organizzazione fascista e di tutto ciò che essa ha comportato nelle consuetudini e nella vita del Paese, ovviamente con preponderanza sui riflessi postali, ed è su questo in particolare che si è appuntata l'attenzione degli studiosi.
Ben sei sono le Pubblicazioni AICAM a catalogo che trattano di questo argomento; ora se ne è aggiunta una nuova, che prende lo spunto dalla mini-collezione (12 fogli) del Consocio Francesco Grandinetti, che si è aggiudicata la medaglia d'oro nella selezione Lombarda del Campionato Italiano Cadetti di filatelia, svoltasi a Cavenago lo scorso ottobre 2004. Nella sua Pubblicazione n. 294 l'AICAM rappresenta questa collezione nella sua versione integrale.
Il fascicolo, di 16 pagine, può essere richiesto alla Segreteria dell'AICAM dietro rimborso di 2,00 Euro per spese di riproduzione e postali.
Questa collezione è il preludio di uno studio di ben più vaste dimensioni che Francesco Grandinetti, in collaborazione con Francesco Riboldi sta portando avanti da anni e che avrà il suggestivo titolo "Le Rosse in camicia nera". Abbiamo già preso visione della bozza di questo lavoro, che costituisce una vera e propria analisi storico-politico-sociale del periodo fascista, vista attraverso la posta e, in particolare, le affrancature meccaniche. Daremo tempestiva informazione quando il lavoro sarà completato e disponibile.
Mostriamo qui uno dei più straordinari documenti meccanofili dell'epoca fascista. L'impronta ha il punzone di stato con i fascetti repubblicani (sembra che Monza sia stato uno dei pochi comuni italiani ad utilizzare questo punzone) e la data è quella del 25 aprile 1945, XXIII: ultimo giorno dell'era fascista. Nello stemma comunale, in alto, si nota una macchia bianca: era il minuscolo emblema fascista, circondato da una corona d'alloro, che era stato precedentemente rimosso (dopo il 25 luglio 1943) e mai ripristinato.
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